Colussi, agitazione a Petrignano: lo sciopero continua

ASSISI – Il Gruppo Colussi esprime tutto il proprio disappunto per il proseguire dello sciopero nello stabilimento di Petrignano, una scelta che di fatto continua inspiegabilmente ad impedire la ripresa della trattativa sindacale.

L’agitazione proclamata all’inizio di dicembre è incomprensibile rispetto alle finalità che dice di voler perseguire e completamente al di fuori di ogni regola di correttezza relazionale per le modalità ed i tempi con cui viene attuata.

In nessuno degli undici stabilimenti del Gruppo – in Italia e all’estero – si è mai verificata una situazione di ingiustificata e irrazionale rottura a fronte di una trattativa in corso e con una distanza tra le parti “non incolmabile”, secondo la valutazione ed i comunicati del sindacato stesso.

La mancata interruzione dell’agitazione impedisce di fatto la ripresa di una trattativa che era in dirittura d’arrivo su tutti i punti (PPO, maggiorazione notturna e calendarizzazione della flessibilità) fatta eccezione per l’adozione del nuovo modello organizzativo, che è alla base del rilancio di Petrignano e per il quale sono già stati investiti dal Gruppo oltre 15 milioni di euro.

Il nuovo modello, come illustrato negli incontri di gruppo ed individuali con i singoli lavoratori, ha alla base un programma straordinario di formazione e/o riqualificazione professionale, finalizzato a soddisfare i fabbisogni formativi individuali alla luce delle nuove esigenze tecniche, produttive ed organizzative.

Con il nuovo modello organizzativo, si renderanno le persone capaci di lavorare sulla maggior parte delle posizioni della linea, permettendo al singolo lavoratore di variare la posizione con maggior frequenza rispetto a prima. I benefici sono molteplici e toccano molti aspetti: dal punto di vista fisico, per i movimenti sempre differenti, alla sicurezza, per la maggior attenzione legata alla non ripetitività dell’azione ma anche per una consapevolezza maggiore del lavoro. Tale organizzazione, inevitabilmente, porta ad una specializzazione per linea delle diverse squadre, rendendo impossibile una turnazione perfettamente simmetrica tra tutti i lavoratori.

Tolta questa richiesta, che per motivi oggettivi non può essere pienamente accolta, su tutti gli altri punti l’azienda ha sempre mostrato piena disponibilità a venire incontro alle esigenze dei lavoratori.

Anche sul tema turnazione – diversamente da quanto riportato nei comunicati sindacali – l’azienda ha apportato diverse modifiche, ampiamente documentabili e documentate, rispetto alla prima versione di settembre  anche sulla base di considerazioni proposte dalla RSU; nello specifico è stato ampliato il numero di persone che girano sulla turnazione delle fette, è stata modificata la matrice dei turni, si è offerta ampia disponibilità a rivedere le squadre, la composizione delle stesse e la possibilità di variare l’abbinamento con le linee nel corso dei prossimi mesi anche sulla base dei percorsi formativi individuali.

In considerazione del dialogo aperto e della disponibilità del Gruppo a dare una risposta a tutte le questioni aperte non si capisce a chi possa giovare la continuazione dello stato di agitazione in atto.