Conte ad Assisi per la festa di San Francesco parla del Covid: ” Ora tanta cautela”.

Assisi – “L’Italia che sta faticosamente uscendo dalla pandemia dovrà essere una comunità rigenerata: il nemico non è stato ancora sconfitto, siamo consci che non possiamo disperdere i sacrifici compiuti”. Così il premier Giuseppe Conte ad Assisi, in occasione delle celebrazioni della festa di San Francesco parlando dal loggiato del Sacro Convento di Assisi.

“San Francesco – ha detto ancora Conte – ci parla oggi forse più che mai. La drammatica crisi sanitaria causata dall’epidemia da Covid 2019 ci sta ponendo interrogativi fondamentali sulla vita e sulla morte. Ci porta a ripensare a ciò che veramente conta nella vita. L’uomo si è dovuto misurare con un nemico invisibile, che ha sconvolto le nostre esistenze causando inquietudine e rabbia, sofferenza. Coloro che non sono stati colpiti dal virus sono stati costretti ad allontanarsi dagli affetti più cari. Riscopriamo il valore dell’essenziale, di ciò che è invisibile agli occhi ma decisivo per l’esistenza”.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte questa mattina (domenica 4 ottobre) era ad Assisi per partecipare alle celebrazioni per san Francesco. Con lui, il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Il premier è subito entrato nella Basilica Superiore di San Francesco assistere alla celebrazione. Quest’anno è stata la Regione Marche a donare l’olio per la lampada votiva del Poverello di Assisi. Era presente a rappresentare i comuni marchigiani il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, che ha dichiarato: “Vigilia Francesco, fratello santo, sul nostro popolo, illumina i governanti, veglia sulle sorti dell’Italia. Guarda con benevolenza la nostra regione Marche, rafforza i vincoli di unità, solidarietà e fraternità, benedici tutti i lavoratori, dona loro e a tutte le famiglie prosperità e pace. Con questo simbolico gesto esprimiamo l’amore che tutti gli italiani hanno per te e imploriamo la tua costante protezione”.

L’accensione della lampada votiva sulla tomba di San Francesco ad Assisi, a nome delle Regioni italiane, “è una grande responsabilità, una grande testimonianza”. Così il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli che ha presenziato alla cerimonia, accanto alla presidente dell’Umbria Donatella Tesei, a sua volta accanto al premier Giuseppe Conte, insieme alla folta delegazione marchigiana. La sindaca di Ancona, Valeria Mancinelli ha acceso la lampada che arde perpetuamente dopo aver versato l’olio donato dalle Marche. L’accensione, ha detto Acquaroli, “racchiude anche un messaggio importante che bisogna testimoniare, per rilanciare i valori del francescanesimo, in questo momento così difficile a causa della crisi economica, della pandemia e della ricostruzione che lascia al di fuori delle proprie abitazioni ancora tante famiglie e intere comunità. Ad Assisi cogliamo lo stimolo a concretizzare il nostro impegno istituzionale per essere portatori dei valori su cui si fondano la nostra repubblica e la nostra democrazia”.

“Questo nostro mondo è in balia delle onde della globalizzazione selvaggia e dei nazionalismi irrazionali. Se vogliamo preparare il futuro, occorre anche guardare lontano”: è uno dei passaggi dell’omelia che il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, ha pronunciato durante la messa per la festa di San Francesco dalla Basilica Superiore. Ricordando che le Marche sono la regione che quest’anno ha donato l’olio per la lampada votiva, il francescano si è soffermato sull’ “operosità” della regione, “capace di proporre ancora oggi un eccellente modello economico-imprenditoriale fortemente radicato nel territorio e volano di socialità”. “Quello marchigiano può essere un modello per l’Italia che vuole rinascere – ha detto Gambetti -, ma non sarà sufficiente, come gli stessi cittadini delle Marche sperimentano nei loro territori. Viviamo infatti in una comunità globale. Siamo tutti su una barca che potrà restare a galla con alcuni accorgimenti, ma che è ancora senza un timone e non sa dove andare”.

Anche le Frecce tricolori sono state protagoniste della festa per San Francesco patrono d’Italia. Hanno infatti sorvolato la città durante la cerimonia con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Esteri Luigi di Maio. Le Frecce tricolori sono passate sopra le Basiliche di San Francesco il Sacro Convento. Tracciando nel cielo la bandiera italiana con le loro scie colorate. Il passaggio è stato accolto da un applauso dei fedeli e delle autorità in piazza.

 

Foto Mauro Berti / Andrea Cova – Rivista San Francesco