Ast, Papa Francesco c’è, si aspetta il Governo

I malpensanti sono stati delusi: Papa Francesco non si dimentica e non si è dimenticato di Terni e degli operai dell’Ast. Il saluto, che è mancato domenica all’Angelus, è stato ampiamente compensato dall’accorato appello che il Pontefice ha rivolto questa mattina affinché nella vertenza “non prevalga la logica del profitto ma della solidarietà e della giustizia”. Significativo il momento scelto dal Papa per parlare della vicenda: l’udienza del mercoledì alla vigilia dell’incontro chiave al Mise. Chi ha voluto fare dietrologia, enfatizzando la “dimenticanza” all’Angelus e ipotizzando chissà quale disinteresse del Papa verso Terni, è costretto a ricredersi: per la Chiesa e soprattutto per un Papa non ci sono fedeli di serie A e di serie B. Le parole del Pontefice sono state oggi sicuramente molto incisive e hanno offerto alla vertenza Ast di Terni quello scenario nazionale di primo piano che gli operai vanno cercando da settimane.

Papa Francesco, che non manca occasione per sottolineare l’importanza del lavoro, dei lavoratori e della loro dignità, non poteva fare cadere nel vuoto le sollecitazioni giunte da più parti a far sentire la sua vicinanza alle tute blu ternane. La massima istituzione religiosa dunque si è mossa in prima persona in difesa del sito dimostrando quell’attenzione che, al momento, i massimi esponenti delle istituzioni nazionali, più e più volte tirati in campo, hanno disatteso. L’auspicio è che, anche grazie all’appello del Papa, domani al ministero dell’economia la vertenza Ast possa incanalarsi sulla strada giusta: la questione non sia trattata come la solita vertenza, una delle tante, ma si riconosca all’Ast, polo d’eccellenza e unico nel suo genere per le caratteristiche di sito integrato, il ruolo di volano della politica siderurgica italiana.

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