Buona Pasqua 2019

di Pierluigi Castellani

Anche in occasione della Pasqua di questo anno dobbiamo purtroppo registrare come nel mondo non manchino guerre, turbolenze ed incertezze, che mettono a rischio intere popolazioni e soffocano gli aneliti di pace e di libertà, che nascono dal cuore profondo dell’umanità.  Ci sono poi situazioni che minacciano da vicino  il nostro paese come la guerra in Libia dove una fazione ,non fedele al governo di Tripoli riconosciuto dall’ONU, sta portando l’attacco direttamente alla capitale libica. Non c’è pace in quella terra dove gli interessi italiani sono ben riconoscibili. Non c’è soltanto il petrolio con le trivelle dell’ENI, ma  c’è la minaccia incombente delle popolazioni costrette a fuggire, che non hanno altro sbocco se non nel Mediterraneo e il nostro paese potrebbe trovarsi ad affrontare una emergenza umanitaria di proporzioni non calcolabili. C’è ancora la guerra in Siria ed in parte dell’Irak ed è sempre aperta la questione dei rapporti tra Israele e la Palestina. Lì nella terra di Gesù è ancora più evidente come venga riproposta al mondo intero la via dolorosa e la passione del Salvatore.

E’ un monito che pesa sulle coscienze di tutti: mentre viene annunciata la resurrezione e la Pasqua c’è ancora chi dopo duemila anni di storia vuole far ripercorrere a tutti i poveri cristi di questo mondo la dolorosa e dura strada della passione. Ma non mancano le preoccupazioni anche nel nostro paese. Mentre l’Italia sta affrontando una nuova recessione nel governo giallo-verde si litiga su tutto, preoccupandosi soltanto di scontare qualche voto in più alle prossime elezioni europee e non già del bene degli italiani. Eppure ci sono in gioco l’Italia e l’Europa. Sembra che questi settanta anni di pace e di prosperità, che l’Europa ha alle spalle, non abbiano insegnato nulla ai nuovi governanti. Mettere in discussione il cammino verso l’integrazione europea sposando i vari populismi e sovranismi ,che sono in giro nel nostro continente, è un gravissimo rischio, che non possiamo correre. Tornare indietro alla stagione dei nazionalismi esasperati non farà riacquistare a nessuno la propria identità culturale, che si immagina messa in pericolo, anzi la schiaccerà in un sussulto di autarchismo pericoloso per il progresso economico e sociale e per la pace in tutto il continente. Anche nella nostra regione viviamo un momento di sbandamento e di incertezza. La crisi della giunta regionale non potrà che sfociare prima o poi in nuove elezioni e mentre ci auguriamo che chi è ora incappato nelle maglie della giustizia possa venirne completamente fuori a testa alta, speriamo con forza che l’ Umbria sappia risollevarsi rimanendo all’altezza della sua storia. Per tutte queste ragioni ci sentiamo di augurare fervidamente a tutti un sincero buona Pasqua, certi che tutti sappiano cogliere nella resurrezione di Gesù i segni della speranza.

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