Chi è alla guida dell’Italia

di Pierluigi Castellani

E’ una domanda che si sta facendo sempre più assillante perché si stenta a comprendere in quale direzione il duo Salvini-Di Maio vogliono condurre il paese. I punti di contrasto tra le due formazioni politiche, che sostengono la maggioranza, si fanno sempre più numerosi. E tra questi c’è soprattutto la politica internazionale. Il governo giallo-verde sembra voler portare il paese fuori dalle tradizionali alleanze in cui l’Italia ha finora vissuto e che , avendo funzionato per 70 anni lasciando il paese al riparo da guerre , hanno consentito all’economia nazionale di prosperare ed assicurare, pur con qualche difficoltà, benessere e lavoro per la stragrande maggioranza degli italiani.

La questione della politica estera è cosa seria e sta giustamente allarmando il Quirinale, che si è fatto garante nei confronti dell’Europa e dei partner dell’alleanza atlantica. E non c’è soltanto la continua polemica nei confronti della Francia ( si veda anche la sbandierata foto di Di Maio e Di Battista con i gilet gialli che ha irritato non poco i francesi) e della Germania tanto che  il presidente Conte ha dovuto prendere un caffè, per la verità molto freddo, con la Merkel per giustificare le intemperanze dei suoi vicepremier, ma anche un non più dissimulato fastidio per chi a Bruxelles intende far rispettare i patti e le regole, che da quei patti discendono. C’è anche l’isolamento che sta vivendo il nostro paese all’interno di tutto l’occidente visti gli ammiccamenti, che vengono continuamente fatti nei confronti di Putin, quando i rapporti tra l’America di Trump e la Russia sono tornati ad una nuova versione della guerra fredda con la rispettiva denuncia dei patti, a suo tempo sottoscritti da Reagan e Gorbaciov, per la non proliferazione delle armi nucleari. Infatti in questa incertezza è sempre più necessario che l’Italia cerchi in tutti i modi di non farsi escludere da un’Europa rafforzata, che può rimanere l’unico baluardo per il nostro continente per non essere risucchiato o di là o di qua nel confronto Trump Putin quando all’orizzonte è sempre più protagonista nella scena globale la Cina di Xi Jinping. Del resto al nostro paese  per apparire isolato nello scenario internazionale non manca proprio niente. C’è stata anche la questione venezuelana con la posizione diversificata della Lega, pro Guaidò, e dei 5Stelle, che non intendono sconfessare Maduro, con l’unico risultato di allontanare ancora di più l’Italia dal nucleo più avanzato dell’Europa. E poi c’è il fronte interno con tutte le questioni che rimangono irrisolte. La Tav si farà come vuole Salvini e l’interesse del paese o non si farà come vuole Di Maio? La ricerca degli idrocarburi nel mediterraneo è solo temporaneamente sospesa o definitivamente cancellata come vogliono i 5Stelle?Il nostro paese ha una politica industriale degna di questo nome o il sostegno all’economia è affidato soltanto alla quota 100 per le pensioni ed al reddito di cittadinanza, due misure la cui capacità di essere espansive è tutta da dimostrare? Purtroppo l’unica cosa certa al momento è la revisione al ribasso delle stime sull’economia italiana fatta da tutte le istituzioni demandate a questo scopo. Le ultime analisi sono quelle del Fondo Monetario  Internazionale e della Commissione Europea, in particolare la stima di quest’ultima vede la crescita italiana al +0,2% quando il governo, in sede di riscrittura della manovra finanziaria, aveva concordato con la UE il +1%. E’ evidente che questi dati imporrebbero un ripensamento complessivo degli strumenti da mettere in campo per superare questo forte rallentamento della nostra economia. Ma Salvini e Di Maio, tutti e due presi dai loro interessi monotematici, l’uno sempre dietro al tema dei migranti e l’altro sempre occupato ad ipotizzare un immaginario boom per l’Italia con il reddito di cittadinanza, non sembrano avere tempo per affrontare i veri problemi del nostro paese.

 

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