La Chiesa di Francesco

di Pierluigi Castellani

Il Sinodo che si sta tenendo in Vaticano sta mettendo a confronto diverse posizione nella Chiesa rispetto a temi ritenuti caldi come i sacramenti ai divorziati risposati e le unioni gay. L’attenzione dei giornali e di certa opinione pubblica si sta focalizzando su questi temi quando invece l’interesse dei padri della Chiesa,a cui Papa Francesco ha chiesto di parlare in assoluta libertà, è rivolta al tema della famiglia ed alle implicazioni che questo tema comporta nel XXI secolo, che registra profondi cambiamenti sociali. E’ il tema delle periferie, tanto caro a Papa Francesco, che ha risalto nella discussione all’interno del Sinodo perché anche la famiglia se non aiutata , se non supportata da amore e da solidarietà, rischia di divenire periferia e perdere quella funzione sociale e sacramentale che fino ad ora ha avuto.

E’ pur vero che la “relazio post disceptazionem” del Cardinale ungherese Peter Erdò presentata al Sinodo ha accenti diversi rispetto ai temi sopra ricordati, tali da far supporre non una rottura dottrinale rispetto al passato, ma certo una declinazione nuova dell’approccio pastorale della Chiesa nei confronti dei divorziati e degli omosessuali. Basterebbe pensare alla distanza siderale delle parole usate dal cardinale Erdò e dal vescovo e teologo Bruno Forte nei confronti delle coppie di fatto con quelle usate dal Cardinale Ruini e della conferenza episcopale ,da lui presieduta, quando il Governo Prodi voleva varare i cosiddetti Dico nei confronti delle unioni civili. Si può dire che è passata tanta acqua sotto i ponti, ma è necessario invece avere la consapevolezza che la Chiesa, guidata da un vescovo venuto dalla fine del mondo, sposta la sua centralità da quello,che ancora definiamo come occidente , verso le tante periferie del mondo per ritrovare un accento pastorale più attento all’uomo ed ai suoi dolorosi problemi.

La grande verità infatti sta nel fatto che la Chiesa di Francesco non vuole più farsi rinchiudere in una civiltà, quella occidentale, rischiando di essere assimilata soltanto ad essa, per andare invece peregrina nel mondo alla ricerca delle tante pecorelle di cui il pastore vuole rischiare di “averne anche l’odore”. E’ un’epoca nuova che si affaccia nella storia millenaria della Chiesa, che può in qualche modo paragonarsi ai viaggi di S. Paolo alla ricerca dei gentili da evangelizzare, perché ora ci sono le periferie dilaniate dalla guerre, dalle malattie e dalle catastrofi, da incontrare ed evangelizzare, come pure quelle periferie, più vicine a noi, ma pur sempre lontane e che, anche più di altre, hanno bisogno dell’abbraccio misericordioso della Chiesa.

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