Il complotto e lo spread

di Pierluigi Castellani

E’ oramai evidente che la manovra del duo Salvini-Di Maio non piace ai mercati. La continua volatilità dei titoli in borsa ,con qualche preoccupante segno negativo come sui titoli bancari, e l’aumento dello spread , il differenziale tra il rendimento dei titoli dello Stato italiano e quelli tedeschi, oramai intorno a quota 300 danno un giudizio molto negativo sul Def proposto dal governo gialloverde e costringono lo Stato italiano a spender di più per gli interessi sul debito pubblico e le banche, detentrici di molti titoli italiani oramai deprezzati, a ridurre conseguentemente la loro patrimonializzazione e quindi ad erogare meno credito alle imprese italiane. Ma tutto questo per il duo Salvini-Di Maio sarebbe dovuto non già alla ridotta credibilità dell’Italia nel contesto internazionale, ma ad un complotto di cui sarebbero autori speculatori finanziari alla Soros. Evocare  complotti è la caratteristica di chi non vuole prendere atto della realtà e di chi continua a fare campagna elettorale stando al governo come invece fosse ancora all’opposizione. Ma che al complotto credano in pochi è molto evidente, tanto è vero che la manovra ipotizzata dall’esecutivo per il triennio 2019-21 viene bocciata da tutte le autorità indipendenti di cui il nostro paese è dotato, in particolare dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, dalla Banca d’Italia, dalla Corte dei Conti e da una autorità internazionale come il Fondo Monetario Internazionale.

Tutti evidenziano la non credibilità delle previsioni previste nella manovra, che comporterebbero un inevitabile sforamento e quindi un aggravamento del deficit e conseguentemente del debito. Ma, sempre per la diarchia Salvini-Di Maio, si va ugualmente avanti senza nessun ritocco alla manovra, anzi si considerano le autorità indipendenti di parte perché nominate in presenza dei precedenti governi, non solo quindi mettendo in discussione la loro professionalità e competenza ma minando alla base il sistema dei pesi e contrappesi di cui è dotata la nostra democrazia  senza minimamente riflettere sul fatto che mettendo in dubbio la loro autorevolezza e autonomia si viene a dare un colpo di piccone molto forte alla base di quello che vogliamo chiamare uno stato di diritto. Anzi Di Maio ironizza anche sulla Banca d’Italia dicendo che se non vuole che si tocchi la legge Fornero, quella del vigente sistema pensionistico, Bankitalia si presenti alle elezioni per difenderla. E’ evidente una volontà di mantenere alto lo scontro con le istituzioni europee (si pensi alle continue bordate di Salvini) e con ogni istituzione, che facendo il proprio lavoro mette in guardia dai pericoli di una manovra incentrata solo sull’aumento del deficit e su misure di tipo assistenziale come il reddito di cittadinanza lasciando invece sullo sfondo la necessità di creare lavoro e sostenere le imprese. Ma l’incertezza non è dovuta soltanto alle questioni economiche. Infatti i membri dell’esecutivo parlano differenziandosi l’un l’altro. Così Savona, che pure è quello del piano B per uscire dall’euro, lascia intendere che la manovra si potrebbe correggere, così Salvini, che vorrebbe far ritornare tutti i barconi in Libia come porto sicuro, viene invece contraddetto dal ministro degli esteri Enzo Moavero, che mette in dubbio la possibilità di considerare la Libia porto sicuro ai fini delle valutazioni conseguenti al diritto internazionale, mentre il ministro Toninelli, inguaribile gaffeur, deve promettere di correggere il decreto per Genova dopo la contestazione degli sfollati della Polcevera non mancando di affermare in una trasmissione televisiva l’esistenza di un traffico di merci italiane nel tunnel del Brennero i cui lavori, come è noto, termineranno, se termineranno, nel 2025 e lasciando ancora nel limbo, come titolare del dicastero delle infrastrutture, opere vitali per la nostra economia come la Tav, il Tap ( il gasdotto che attraversando l’Adriatico deve raggiungere le coste pugliesi), e tante altre opere infrastrutturali già progettate per il nostro paese. Ma così è detto :la colpa è tutta del complotto perchè oscuri speculatori internazionali, in combutta con l’opposizione parlamentare, fanno salire lo spread. Come è vero, anche in questo caso, il detto evangelico :” non guardare la pagliuzza che è nell’occhio di tuo fratello ma la trave che è nel tuo”.

 

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