Il contratto (di mezzadria) tra lega e 5Stelle

di Pierluigi Castellani

Non sarà certo sfuggito a nessuno che il rapporto tra i due azionisti della maggioranza, che sostiene il governo, si fa sempre più teso. Soprattutto la Lega, pressata dal suo elettorato del Nord, mostra sempre più insofferenza verso i provvedimenti bandiera dei 5Stelle. Giorgetti non a caso si è lasciato sfuggire (?) che il reddito di cittadinanza piace ad un’ Italia che non piace alla Lega mentre inoltre sono sempre più frequenti le dichiarazioni di un irrefrenabile Salvini sulla necessità di portare a compimento le infrastrutture, come la TAV, che stanno a cuore agli imprenditori del nord desiderosi di avere vie di comunicazione con l’Europa più rapide ed agevoli per le loro merci. A nulla del resto sono valse le rassicurazioni, fornite da Salvini, di rispetto del contratto, alla base del programma di governo stilato a suo tempo tra i due azionisti, perché sempre di più Di Maio soffre la rivalità con l’altro vicepremier, che straborda nei sondaggi. A questo punto ci sarebbe da chiedersi quanto durerà ancora il governo e se nel frattempo ci sia qualcuno che sta pensando al bene del paese anziché alle rispettive basi elettorali. Emblematica di questo andazzo è anche la recente faticosa intesa raggiunta ieri notte a Palazzo Chigi sulle correzioni da apportare alla manovra per evitare all’Italia la procedura europea di infrazione. Sembra che il presidente Conte, impegnatosi con Bruxelles e con il Presidente Mattarella a trovare comunque un’intesa con la commissione , abbia dovuto faticare per convincere i due vicepremier a ridurre le loro pretese . L’accordo alla fine si è trovato con una salomonica e paritaria riduzione delle rispettive spese in precedenza previste per l’attuazione dei due provvedimenti simboli, quota 100 per le pensioni e reddito di cittadinanza, cari ai due contraenti il contratto. La cifra che verrebbe ridotta perché la manovra di bilancio possa attestarsi sul 2,04% di deficit sarebbe di 5 miliardi, di cui 2.500 da sottrarsi alla modifica della legge Fornero e 2.500 al reddito di cittadinanza.

Così i due contendenti vicepremier  non vedrebbero nessuno penalizzato agli occhi dei rispettivi elettorati, proprio come due adolescenti ,che per non azzuffarsi tra di loro finiscono per spartirsi a metà le biglie, che si sono contese. Ma agli interessi degli italiani chi ci pensa ? Chi stila ordini di priorità per superare le difficoltà in cui si trova il paese? Così può essere governata un’Italia oramai inoltratasi nel terzo millennio con la divisione in parti eguali di una spesa pubblica tutta consumata in provvedimenti assistenziali anziché  destinata allo sviluppo ed alla crescita ? Questa è l’antica prassi che ha condotto all’allargamento della spesa senza alcun riguardo per le compatibilità finanziarie e che ha portato il nostro debito pubblico oltre il 130% sul Pil. Del resto dopo aver intrapresa una guerra con l’Europa senza esclusione di colpi oggi sulla spinta della turbolenza dei mercati e della salita dello spread  i due dioscuri, Salvini e Di Maio, si fanno praticamente scrivere la legge di bilancio dai burocrati di Bruxelles con un parlamento che attende ancora di discutere  la manovra e che ora, dopo che la Camera dei Deputati ha dovuto approvare con la fiducia un bilancio tutto da riscrivere, vede il Senato impedito di discutere ed approvare neppure un emendamento perchè il governo, se vuole portare a casa il provvedimento entro l’anno, dovrà imporre la fiducia anche al Senato e successivamente, per la terza lettura, nuovamente anche alla Camera. Eppure quando erano all’opposizione sia la Lega che i 5Stelle hanno condotto feroci battaglie contro i precedenti governi rivendicando la centralità del parlamento come ora fa soltanto il presidente Fico lasciato oramai solo dal suo stesso partito. E’ per questo che la continua rivendicazione del rispetto del contratto come panacea per risolvere ogni questione tra Lega e 5Stelle sta apparendo sempre di più come la riesumazione dei vecchi contratti mezzadria da tempo abrogati. Se questo è il governo del cambiamento, che cosa c’è da aspettarsi per il prossimo futuro?

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