IL TERREMOTO E LE SUE CONSEGUENZE

di Pierluigi Castellani

Il sisma di magnitudo 6.0 che ha sconvolto la parte più centrale dell’Italia, interessando tre regioni Lazio, Marche ed Umbria, con il suo carico di vittime e di macerie non può lasciare indifferente l’intero paese e l’Europa. Sappiamo bene , e da tempo, di vivere in una zona d’Italia particolarmente a rischio sismico, basti ricordare il terremoto del 79 ,che coinvolse la Valnerina, quello di Foligno – Assisi del 1997 e poi più recente quello di L’Aquila. E poi c’è la stessa memoria storica, che almeno dal ‘700 in poi ricorda l’Italia centrale come oggetto frequente di manifestazioni sismiche. Ora c’è il dolore ed il cordoglio per le vittime, la solidarietà per chi ha perso qualche familiare e la casa, c’è da affrontare l’emergenza, curare i feriti, approntare campi attrezzati per accogliere chi non ha più nulla e non sa come passare la notte e poi infine la fase della ricostruzione. Tutte fasi queste che noi umbri conosciamo molto bene per averle affrontate anche di recente e che sono state superate con la grande catena di solidarietà che l’intera Italia ha saputo costruire. Anche ora questo sta avvenendo, la protezione civile e la mobilitazione di tanti volontari stanno dando concreta solidarietà ai centri più colpiti dal terremoto. Parliamo di Accumoli, di Amatrice e di Arquata del Tronto dove si sono registrate le troppo numerose vittime. Ma anche nella nostra regione si sta provvedendo nella zona di Norcia, di Cascia e di Preci a verificare i danni ed a dare le prime necessarie risposte per mettere in sicurezza la popolazione. L’Italia, si sa, è un paese che di fronte all’emergenza rivela la sua parte migliore, quella della solidarietà, del volontariato e di una protezione civile efficiente ed oramai collaudata dalle tante emergenze che ha dovuto affrontare. Poi verranno anche l’autunno e l’inverno e bisognerà provvedere ai tanti sfollati ed al fine giungerà il momento della ricostruzione. Il Presidente del Consiglio ha già detto che nessuna famiglia, nessun comune rimarranno soli. Questo fa bene sperare, ma si dovrà far tesoro dell’esperienza che si fatta con la ricostruzione in Umbria della Valnerina e del territorio di Foligno ed Assisi e cercare di evitare alcuni errori che si sono verificati a L’Aquila, che improvvisamente si è trovata senza fondi nonostante le roboanti promesse fatte da qualche altro Presidente del Consiglio. E qui viene il problema che riguarda tutto il paese, ma anche l’Europa, perché bisognerà trovare risorse adeguate e contrattare con l’Europa altra flessibilità sui conti pubblici se si vorranno davvero trovare le risorse necessarie. Ma è giunto il momento che l’Italia, nel suo complesso, faccia un’ ampia riflessione su questi eventi perché non possiamo tamponare l’emergenza e non affrontare un’ opera necessaria di prevenzione. Abbiamo un grande patrimonio immobiliare ed artistico e viviamo in un paese altamente sismico e non solo si debbono costruire le nuove abitazioni con le più rigorose norme sismiche, ma dobbiamo mettere in sicurezza il vecchio. Per fare questo occorre che tutta la rete istituzionale: Governo, Regioni, Comuni, se ne faccia carico imponendo e stimolando con provvedimenti fiscali ed interventi finanziari diretti la messa in sicurezza di questo straordinario patrimonio che abbiamo. Non si possono sempre contare i morti e soccorrere i feriti dopo ogni tragico evento, ma occorre anche e soprattutto prevenire. Altri paesi, anche più a rischio sismico dell’Italia, lo hanno fatto. Che questo ultimo evento drammatico faccia riflettere tutti. L’Italia sia il paese della solidarietà e del calore umano, ma diventi anche quello della lungimirante razionalità.

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