Primarie per cosa e per chi

di Pierluigi Castellani

E’ pur vero che le primarie per scegliere la classe dirigente sono nel dna del Partito Democratico, ma è anche indubitabile che alle primarie si debbono confrontare persone ma soprattutto progetti politici, altrimenti verrebbe meno la ragione stessa delle primarie , che è quella di legittimare la classe dirigente non solo con   il consenso degli iscritti ad un partito bensì anche con quello degli elettori.

Non bisogna mai perdere di vista questa profonda motivazione, che  si deve dare al ricorso alle primarie, se non le si vuole ridurre ad un mero rituale o peggio ad un semplice strumento di regolamento di conti all’interno del partito. Mi auguro che quanti stanno promuovendo le firme per la richiesta delle primarie per la scelta del prossimo candidato del centrosinistra alla presidenza  della regione tengano ben presente le ragioni profonde che legittimano l’istituto delle primarie anche se ancora ne rimangano confusi i dintorni. Infatti qual’ è il progetto di governo che si propone per la prossima consultazione elettorale regionale e qual’ è la persona che lo incarna? Purtroppo a questa domanda non è dato ancora di conoscere la risposta. Sembra che tutto parta da una insoddisfazione per l’attuale gestione della regione, ma non emergono linee alternative e mi sembra che non si affacci sulla scena un personaggio che questa alternatività voglia incarnare.

Ed allora? Si vada avanti così con stanchezza all’appuntamento elettorale pensando che la guida del centro sinistra della regione non sia contendibile? Non credo proprio. Sarebbe un grave errore. Infatti pensare ad un programma innovativo per l’Umbria non significa necessariamente giudicare negativamente la gestione  della regione ,che si è avuto fino ad ora, perché significa invece  prendere atto che la situazione oggi  è profondamente mutata rispetto a cinque anni fa, sia per la grave crisi che coinvolge l’Italia e di conseguenza l’Umbria, ma anche perché oggi sono presenti attori politici nuovi che cinque anni fa non esistevano e che quindi accentuano la contendibilità del governo regionale come prima mai era avvenuto.

C’è quindi bisogno di una scossa per il PD e per tutto il centro sinistra. Una scossa che parta dalla consapevolezza che oggi le ricette del passato per superare la crisi non sono più sufficienti, che il cambiamento si misura non solo presentando una nuova classe dirigente, ma soprattutto nuovi programmi e nuove idee. Non si possono chiedere le primarie “a prescindere”, bisogna avere il coraggio, se si è capaci, di farsi avanti e mettersi in gioco, perché altrimenti non sempre il nuovo, purchessia, è meglio del vecchio, né può bastare un giudizio sul passato a legittimare ogni alternativa.

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Un pensiero riguardo “Primarie per cosa e per chi

  • nov 16, 2014 in 19:48
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    IL Panorama politico oggi non è mutato rispetto a cinque anni fa.Nell’agone politico del centro sinistra Umbro, ritroviamo le stesse persone gli stessi atteggiamenti le stesse metafore che hanno caratterizzato il dipanarsi delle varie legislature.Con personaggi talvolta più motivati alla propria carriera politica personale che alla creazione e formulazione di idee e progetti da applicare alle nuove esigenze regionali. Coloro che potrebbe oggi magari incarnare non il nuovo in senso lato, ma nel saper gestire ed indirizzare il nuovo corso si trovano a ricoprire incarichi importanti per cui per forza di cose le scelte sono è restano obbligate.Concordo con Castellani nella titolazione del titolo PRIMARIE PER COSA E PER CHI? Senza entrare nel merito della loro legittimazione,ritengo che la serietà della richiesta è tale nel momento in cui sono supportate da un candidato con reali competenze tali da mandare avanti un programma innovativo che possa avere come obbiettivo un piano, che vada oltre il quinquennio, prevedendo una lungimiranza di intenti per il recupero e lo sviluppo delle varie filiere produttive, oggi, cosi fortemente penalizzate dalla crisi con un riordino complessivo del sistema regionale razionalizzato e sburocratizzato che restituisca alle persone la certezza e la fiducia verso le istituzioni.Io oggi guardando dentro il PD non vedo intenzioni di interesse generale che muovono coloro che promuovono questo comitato delle primarie, ma ho sentore di rivincite malcelate. Dall’altra parte (no primarie) noto un raggruppamento insolito di personaggi sino a ieri ostili tra loro, tenuti insieme dalla voglia di star dentro per essere aghi di una bilancia che ,potrebbe oscillare malamente nel momento in cui la richiesta vera di rinnovamento si facesse sempre più pressante.

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