Salvare Norcia è salvare l’Europa

di Pierluigi Castellani

Il crollo della Basilica di San Benedetto a Norcia dovuto al nuovo sisma che si è abbatutto sulla nostra regione e su buona parte dell’Italia centrale può apparire come l’immagine di una catastrofe irrimediabile ed invece deve essere di stimolo a tutti noi per dare un senso alla ricostruzione che non può essere solo fisica ma anche spirituale. Che sia stata colpita Norcia nella chiesa dedicata a San Bendetto, che non dimentichiamolo è anche il patrono d’Europa, dovrebbe farci riflettere che la nostra regione, come del resto l’Europa, non è solo un insieme di beni culturali e artistici oltre che paesaggistici ma anche un grande edificio di spiritualità, cultura e di comunità che vogliono mantenersi fedeli alle ragioni ,che fino ad oggi le hanno tenuti in vita. Ora si tratta di affrontare l’emergenza come è avvenuto dopo l’episodio sismico dello scorso 24 agosto con in più l’aggravante che si sta avvicinando l’inverno e che la popolazione colpita è stressata ed affranta e questo compito lo stanno adempiendo, come sempre, la provata esperienza e capacità professionale del nostro sistema di protezione civile ed i tanti volontari che si sono prodigati e si stanno prodigando. Poi bisognerà ricostruire ed ancora prima cercare di salvaguardare le comunità interessate, che rischiano di perdere la loro identità. La devastazione di Preci , del centro storico di Norcia e di parte del casciano, tanto per parlare solo della nostra regione, sta lì a dimostrare che si tratta di un problema serio e per molti aspetti fuori del comune e quelle comunità debbono avere il sostegno di tutti, debbono poter sentire l’abbraccio solidale di tutto il paese. Il governo e le istituzioni locali debbono farsi carico del grande onere della ricostruzione, ma questo non basta perchè occorre lenire anche tutte le ferite che si sono aperte, materiali, economiche, ma soprattutto umane e questo lo si può fare se tutti fanno sentire in modo concreto la solidarietà di una regione, di un paese, di un’Europa, che non può rimanere indifferente rispetto a questo dramma. Non basta soffermarsi sul confronto tra Bruxelles e Roma sullo 0,1 % in più sul deficit, occorre che anche la burocrazia europea si renda conto che c’è qualcosa di più da fare e cioè di far sentire alle comunità cosi profondamente colpite che tutta l’Europa con le sue potenzialità, la sua cultura si farà carico di questo problema. Salvare la patria di San Benedetto con tutto quello che rappresenta significa salvare la stessa identità europea, che è tale solo se assume su di sè anche l’identità dei suoi molteplici borghi e tradizioni. Certo c’è anche da riflettere per tutti perchè la fragilità dei nostri territori non può essere affrontata solo con l’emergenza bensì occorre un grande piano di prevenzione , che metta in sicurezza tutto il nostro straordinario patrimonio culturale ed artistico e tutto il patrimonio immobiliare sia pubblico che privato. Saremo capaci di tutto questo? La visione della chiesa di San Benedetto sconvolta dalle fondamenta sta a lì a servire di perenne monito per tutti noi.

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