Segnali inquietanti

di Pierluigi Castellani

Dopo le provocate dimissioni del Presidente della Consob, dopo la defenestrazione del prof. Battiston dall’Agenzia Spaziale Italiana ora è giunto il completo azzeramento del Consiglio Superiore della Sanità mentre tuttora resiste il presidente dell’INPS Tito Boeri. Tutti questi sono segnali inquietanti perché danno la misura di come si intenda la democrazia da parte dell’attuale governo gialloverde. Quelle che dovrebbero essere istituzioni di garanzia per tutti i cittadini vengono piegate a finalità di parte e costrette a mettersi in linea con le politiche del governo Salvini-Di Maio. C’è naturalmente anche la sete di potere che fa rendere vacanti posti per soddisfare le aspirazioni di qualche amico, ma purtroppo c’è di più, c’è l’ insofferenza di questo governo nei confronti di quanti intendono esercitare in piena autonomia il ruolo al quale sono stati chiamati non già come politici bensì quali tecnici o scienziati. La scienza ,il sapere, la competenza secondo i legapentastellati debbono essere subordinate alle esigenze politiche di chi al momento siede sui banchi del governo.

Chi dissente o chi semplicemente avanza critiche viene subito demonizzato, basta vedere come viene trattata la stampa non in linea con i desiderata dei potenti di turno. L’indipendenza della stampa, l’autonomia e l’indipendenza della scienza sembrano non dover essere più  valori da garantire in ogni caso in una democrazia moderna e liberale. I fondamenti della liberaldemocrazia sono infatti esplicitati da quei pesi e contrappesi che, se non presenti, rischiano di  trasformare qualunque potere, pur legittimato dal voto, in un potere autoritario. Non a caso Tocqueville ha messo bene in guardia, più di due secoli fa, dal rischio della dittatura della maggioranza. Quando Giulia Grillo,ministro della Salute, giustifica il suo atto di azzeramento del Consiglio Superiore della Sanità affermando di aver voluto dare un segnale di rinnovamento perché i vertici del Consiglio “devono avere la fiducia e la piena sintonia con il ministro in carica” rivela tutta la sua indifferenza verso l’autonomia e libertà ,che vanno sempre garantite al sapere e alla scienza. Credo che i cittadini  non chiedano alla massima espressione del sapere scientifico nel campo della sanità di essere in sintonia con il politico di turno bensì piene garanzie sulla tutela della salute, in piena scienza e coscienza, di tutti gli italiani. Purtroppo questi segnali non rimangono isolati in questo panorama inquietante della politica italiana. Ci sono stati i tentativi di addomesticare la Ragioneria Generale dello Stato, giustamente riottosa a “bollinare” provvedimenti governativi privi della necessaria copertura, e l’attacco duro ed inusitato al Capo dello Stato, che ha rivendicato le sue prerogative costituzionali in occasione della formazione del governo Conte e l’insofferenza verso le procedure parlamentari, che devono garantire la piena discussione dei provvedimenti di legge, tanto da ipotizzare persino la superfluità ( Casaleggio) del parlamento. C’è da parte di qualcuno la convinzione che il voto e quindi il consenso popolare non possa mai essere messo in discussione e che chi ha il consenso debba  ritenersi “ legibus solutus” quasi che la verità risieda sempre nelle decisioni della maggioranza e che i contrappesi, cioè tutti gli altri poteri essenziali in una democrazia ma non necessariamente collegati o legittimati da un voto, non debbano avere il loro giusto spazio per consentire legalità e giustizia e soprattutto difendere e rendere possibile anche il dissenso. Se non fosse così allora aveva comunque ragione chi ha mandato a morte, con un voto preso a maggioranza, Socrate o  chi, sempre con il voto, ha consentito in Germania ad Hitler di ascendere al potere o  chi affollava plaudente la piazza sotto il balcone di Palazzo Venezia quando Mussolini annunciava l’ingresso dell’Italia nella seconda guerra mondiale.

 

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