Un caldo autunno

di Pierluigi Castellani

Un caldo autunno. Non una previsione metereologica ma una quasi certa aspettativa di una stagione politica all’insegna di perturbazioni ,che possono mettere a dura prova il governo dell’Italia e la tenuta della stabilità politica del paese. I recenti dati Istat infatti hanno registrato un rallentamento della situazione economica italiana, che mette a repentaglio la prossima legge di stabilità, che è stata già preannunciata come una manovra espansiva con calo della pressione fiscale ed intervento perequativo sulle pensioni. C’è poi il problama del rinnovo contrattuale del pubblico impiego per il quale i sindacati chiedono al governo 7 miliardi. Saprà il governo far fornte a queste richieste ed alla nuova situazione che certifica il non raggiungimento degli obbiettivi di aumento del Pil che il Def si era dato ? Renzi sembra orientato a chiedere a Bruxelles un ulteriore margine di flessibilità sui conti pubblici per riuscire a mantenere l’impegno di una manovra per il 2017 di sviluppo e di espansione. Già l’Europa aveva concesso, stante i problemi sollevati dal terrorismo e dalla immigrazione, all’Italia di rallentare nella programmata decrescita del deficit di bilancio. Ma ora si tratta di chiedere un ulteriore rallentamento nella manovra per arrivare al deficit zero e quindi si dovrà combattere ancora con i guardiani del rigore annidati nel fronte nord europeo, che vede di mal’occhio l’Italia considerata un paese spendaccione e non affidabile. E poi c’è il problema della Brexit che crea ulteriore incertezza a tutta l’economia europea. Insomma il governo Renzi dovrà combattere su più fronti, su quello europeo e su quello interno ,unitamente al problema del terrorismo e della immigrazione che getta incertezze su tutto il quadro della politica europea. Nè si può dimenticare il tema del referendum costituzionale che si celebrerà nel prossimo novembre. A questo riguardo è significativo notare l’attenzione che la stampa estera dedica a questo evento. Autorevoli giornali come il Financial Times, il Wall Street Journal e il New York Times hanno messo in evidenza come dall’esito del referendum dipenda la stabilità dell’Italia ma anche dell’intera eurozona. Si nota all’estero , che ,al dil là del merito in questione , una vittoria del no farebbe cadere il governo Renzi interrompendo il processo di riforma e inchiodando l’economia italiana ad una stagnazione di lungo termine con conseguenze anche per l’Europa, perchè dopo la Brexit si vedrebbe un altro grande paese come l’Italia in difficoltà ed incerto nella sua futura politica nei confrontri dell’Europa. E’ evidente che a questi osservatori stranieri non sfugge che nel fronte del no si trovano partiti fortemente euroscettici come la Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5Stelle. Tutto questo pesa sul prossimo autunno.Siamo però fiduciosi che l’intesa tra l’Europa ed il governo italiano venga ulteriormente rinsaldata e che gli italiani sapranno comprendere i rischi insiti in un fallimento del prossimo referendum costituzionale. L’autunno sarà caldo, ma le premesse per un felice superamento di queste difficoltà ci sono già tutte.

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