Una difficile estate

di Pierluigi Castellani

Si preannuncia una difficile estate segnata da lutti e violenza, che lascia in assoluto secondo piano il suo profilo, pur questo turbolento, meteorologico. Il terrorismo, che ha colpito con inaudita violenza la Francia, ricorda a tutti quale sia la vera minaccia, che ancora incombe sull’occidente. Infatti nonostante qualche successo sul terreno, che fa indietreggiare il cosiddetto stato islamico sia in Siria che in Iraq, si assiste ad una sistematica escalation degli attacchi terroristici dei cosiddetti lupi solitari. Questo ricorda che ci troviamo di fronte ad un nemico, che non ha un territorio con confini ben definiti, ma che anzi si annida tra di noi, colpendo dove vuole e quando vuole. E sono in genere immigrati di seconda e terza generazione,a tutti gli effetti cittadini europei, che colpiscono emergendo dal nulla. E’ difficile quindi sorprenderli e prevenire i loro atti criminosi. Sono prigionieri di una cultura dell’odio, che forse emerge da non riuscita integrazione o assimilazione. Non c’è nessun modello multiculturale che possa definirsi immune da questa piaga, perché l’uso violento di una religione confina con il nichilismo più vieto ed assurdo. Chi non ama la vita finisce per amare la morte. E questi cosiddetti lupi solitari certamente non amano la vita, né possono pensare che gli atti violenti da loro compiuti abbiano una qualche finalità escatologica, che li possa riscattare. Sono solo violenza e morte allo stato puro. Come reagire a tutto questo ? E’ difficile dare una risposta. Ci vuole certamente più istruzione e cultura, occorre combattere l’emarginazione laddove si annida e togliere qualsiasi alibi che possa essere fornito al terrorismo. Occorre spegnere tutti i focolai, che qua e là incendiano il medioriente, in Irak, Afghanistan, Siria, Palestina; questo deve essere il compito che l’Onu e le potenze debbono assumere, senza giocare alle cosiddette guerre per procura, che intorbidano lo scenario internazionale. E certamente occorre un’opera di prevenzione e di repressione, che deve impegnare tutte le intelligence e polizie del pianeta. Senza distrarsi un attimo, senza pensare che la battaglia e la guerra sia vinta. Forse questo è stato l’errore della Francia ,che dopo il felice successo dei campionati europei ha pensato di potersi rilassare e guardare con serenità al futuro. La strage di Nizza con le sue 84 vittime ed i tanti feriti sta a dimostrare che con il terrorismo si è sempre in guerra e che questa guerra non può mai considerarsi conclusa. Un’estate quindi difficile per i francesi ma anche per l’Italia con la tragedia di Andria, che ha messo in evidenza ,insieme al probabile errore umano, l’arretratezza di certo sud sempre alle prese con opere pubbliche mai compiute, con la farraginosità del nostro ordinamento e con il consueto rimpallo delle responsabilità. Ci sono altre tratte ferroviarie a binario unico in Italia, e noi in Umbria ne sappiamo qualcosa, ma non è possibile che la sicurezza di chi viaggia sia affidata solo ad un solerte capostazione. Ci sono strumentazioni adeguate per questo, che del resto hanno reso il viaggio in treno il più sicuro in assoluto rispetto alle altre modalità di trasporto. Eppure la tragedia di Andria sta lì a ricordarci che non ci possono essere risparmi, o ritardi, quando si tratta di vite umane. Insomma è un’estate questa, che stiamo vivendo, che non consente pause o ferie. Tutto sta lì a ricordarci che il mondo è ancora lontano dal poter tranquillamente vivere in pace e che nel nostro paese abbiamo ancora davanti una lunga strada per l’adeguamento delle strutture e per il ridisegno complessivo in termini di modernità del nostro paese.

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