Vince il Pd e l’astensione

di Pierluigi Castellani

Il test elettorale di domenica 23 novembre presenta una conferma e molte novità. La conferma è la tenuta del PD quale primo partito del paese portando alla vittoria il centro sinistra con la elezione di due presidenti di regione, tutti del PD. Le novità sono molte. La prima è il forte astensionismo che colpisce soprattutto l’Emilia Romagna dove sempre invece nel passato si è registrata un’alta partecipazione al voto. Ciò significa che il distacco tra la politica ed i cittadini si amplia  certamente anche  dovuto alle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto tutti i gruppi consiliari della passata legislatura. Ed è certamente una novità che la cosiddetta antipolitica si rifugia soprattutto nell’astensionismo anziché nel fenomeno del grillismo, che ha registrato un vero flop. A nulla valgono le grida e gli insulti di Grillo se poi dietro non c’è una politica che sappia dare risposte concrete ai cittadini. L’altra novità è rappresentata dall’ascesa della lega, che viene premiata nella versione più pericolosa, quella di una destra lepenista antieuropea e con evidenti segni di estremismo. La Lega poi sorpassa clamorosamente in Emilia Romagna Forza Italia dimostrando che la destra si sta riorganizzando su parole d’ordine che non hanno nulla di moderato . E questo è  certamente pericoloso. Sta ora a F.I. scegliere tra l’inseguire Salvini e la sua Lega o tentare di puntare ad un centro destra , conservatore sì ma di stampo europeo.

Come è evidente i risultati di domenica 23 devono far riflettere e rappresentano un avvertimento per tutte le forze politiche. C’è un problema di tenuta delle istituzioni e di tenuta della democrazia. La risposta del PD non può che essere una sola, quella di accelerare il programma di riforme e cercare di dare risposte concrete alle attese dei cittadini. Del resto , che la strada intrapresa da Renzi ed il suo governo sia quella giusta, è dimostrato dal fatto che nonostante il disagio sociale e le manifestazioni di piazza della CGIL una forza alla sinistra del PD non riesce ad emergere perché non trova consensi. Così è avvenuto per la lista animata da Sel e da Tzipras. Sembra quasi che si sia voluto confermare quel vecchio detto :” piazze piene urne vuote”. Credo che anche questo servirà a rafforzare l’unità del PD.

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