Mostro di Foligno, la Procura chiede la conferma della custodia. Attesa decisione del giudice, per i periti di Firenze era pericoloso.

Il giudice di sorveglianza di Cagliari si è riservato di decidere entro qualche settimana se Luigi Chiatti, il mostro di Foligno che tra il 1992 e il 1993 uccise Simone Allegretti, quattro anni, e Lorenzo Paolucci , tredici anni, sia ancora pericoloso e debba dunque restare confinato nella Rems di Capoterra (Cagliari), dove è ricoverato dal 2015, dopo che si è conclusa la pena detentiva per il duplice omicidio. Chiatti oggi in Tribunale era accompagnato dal difensore Guido Bacino e scortato dagli agenti della polizia penitenziaria. Ogni due anni deve comparire dal giudice che valuta la sua pericolosità. La Procura ha chiesto la conferma della misura di sicurezza . Luigi Chiatti lasciò il carcere di Prato il 4 settembre 2015 per essere trasferito in una Rems (Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza) in provincia di Cagliari, a Capoterra. Nella Rems i sistemi di sicurezza comprendono vetri blindati antisfondamento, recinzioni anti scavalco e guardie giurate.  Nel 2015 Chiatti aveva di fatto terminato di scontare la condanna a 30 anni di carcere ma la sua pericolosità sociale aveva portato il Tribunale di sorveglianza di Firenze a prevedere una misura di sicurezza post detenzione. Secondo i periti del Tribunale Chiatti non ha mai dimostrato ” alcun minimo atteggiamento di rimorso o un minimo dolore per i fatti commessi ed è stato riconosciuto socialmente pericoloso”. In carcere si trova dal 1993 quando venne arrestato dalla Polizia subito dopo l’omicidio di Simone scomparso il 4 ottobre dell’anno prima e ritrovato senza vita due giorni dopo. In primo grado era stato condannato a due ergastoli, ma nel 1996 la Corte d’assise di Perugia riformò la sentenza dichiarandolo seminfermo di mente e lo condannò a 30 anni e al ricovero per un minimo di altri 3 in un Opg. Nel frattempo, però, gli ospedali giudiziari sono stati chiusi e sono nate le Rems.  Per i periti del Tribunale di sorveglianza di Firenze Chiatti andava sottoposto a cure farmacologiche per curare quello che è un ” disturbo delirante”. Cure che ha sempre rifiutato. Sono gli stessi periti a dire, tra l’altro, che ” una volta libero o anche solo meno protetto”, potrebbe agire nuovamente, ” non necessariamente contro dei minori, ma anche contro qualunque persona o addirittura contro se stesso “. Da qui la necessità di lasciarlo in un ambiente controllato. La Rems di Capoterra, dove lavorano medici, infermieri, operatori socio sanitari, è infatti dotata di tutte le misure di sicurezza. Ora si attende la decisione del giudice di sorveglianza di Cagliari.