Trentottenne perugino picchia la moglie, il suocero, la suocera e i poliziotti: arrestato

PERUGIA – Nuovo episodio di violenza tra le mura domestiche, dovuto al comportamento in questo caso di un marito violento. A rendersi colpevole di questo atteggiamento un uomo ubriaco, che ha picchiato la moglie e i familiari di lei. L’uomo ha infatti aggredito anche i due anziani suoceri, intervenuti per difendere la figlia.

L’uomo era andato a prendere la moglie sul posto di lavoro mettendosi alla guida ubriaco. La moglie, impaurita dal suo comportamento, lo ha invitato a non guidare in quello stato e lui l’ha colpita con pugni al viso. Le percosse poi sarebbero proseguite, in maniera ben più aggressiva, all’interno della loro abitazione, dove la donna avrebbe ricevuto altri pugni, schiaffi, calci ed il lancio di diversi oggetti che le provocavano delle lesioni. Dopo l’intervento dei suoi genitori, che abitano in una casa attigua, le violenze sono state rivolte anche a loro, indifesi quanto la figlia, considerata l’ alta statura e la corporatura del loro congiunto. L’arrivo della Polizia nell’abitazione ha consentito di mettere al sicuro le parti offese, e ad assicurare loro per cure presso il Pronto Soccorso.

Il “marito” violento si è ribellato anche ai poliziotti, opponendo loro una decisiva resistenza, cercando anche di divincolarsi con calci e spinte. I poliziotti sono riusciti allora ad immobilizzarlo ed a trasferirlo rapidamente in ufficio. In Questura, ove continuava ad inveire contro gli agenti, è stato identificato per C.B., perugino del ’78, pluripregiudicato per lesioni, minacce, resistenza a Pubblico Ufficiale, furto ma soprattutto con un analogo precedente di violenza in casa, sempre nei confronti della giovane consorte, risalente all’agosto 2014.

Dopo le cure al Pronto Soccorso, la moglie ed i suoi genitori sono stati invitati in Questura ove, davanti al capoturno delle “Volanti”, l’Ispettore D’Acciò, hanno dato sfogo a tutte le loro paure ed a tutti i soprusi subìti riferendo degli episodi delittuosi posti in essere dal loro familiare nel corso del tempo.

Ne è emerso un contesto di violenze e percosse continue, quotidiane, commesse per motivi futili e quasi sempre amplificate dal suo abituale stato di alterazione alcolica. I fatti denunciati, corredati dai referti medici, vista la flagranza di reato e le testimonianze dei poliziotti intervenuti, non potevano che avere quale conseguenza procedurale quella più drastica: l’indagato, d’intesa con il Pubblico Ministero di turno, è stato arrestato nella flagranza dei reati accertati spedito direttamente in Carcere a Capanne, in attesa della convalida e dell’eventuale emissione di un ulteriore provvedimento cautelare comunque idoneo a tutelare, anche in seguito, le vittime delle violenze.

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