Perugia, medico condannato al risarcimento di 95mila euro

PERUGIA – Maxicondanna per un medico in servizio presso l’ospedale di Spoleto e distaccato all’hospice. Il dottore, che ha svolto per tre anni la professione durante i turni in cui era reperibile in intramoenia ma senza autorizzazione dovrà risarcire l’azienda sanitaria con 95mila euro. Il dottore era legato all’ospedale di Spoleto con un contratto di esclusività ma continuava a lavorare all’Hospice senza autorizzazione.

Il medico si è difeso spiegando di aver agito in buona fede, per assicurare ai pazienti dell’Hospice un servizio che non c’era. Il collegio giudicante ha invece optato per la condanna, ritenendo che il medico abbia “operato senza rispettare i divieti che erano invevitabilmente collegati al suo status di dirigente con obbligo di esclusività ed aveva ricevuto risposta negativa alla richiesta di riconoscimento di turni di reperibilità all’Hospice da parte dell’Asl”. Per i giudici il medico “ha aggirato i divieti, si è rivolto alla Onlus che gestiva l’Hospice, dalla quale ha ottenuto un accordo su detta retribuzione dopo di che si è limitato a prestare di fatto l’attività, alternandosi nei turni con gli altri medici dell’Hospice”.

 

 

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