lunedì 24 aprile 2017 - aggiornato alle ore 17:13        

Trasimeno, bracconaggio ittico stroncato dai Carabinieri Forestale

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TRASIMENO – E’ durata mesi l’attività serrata posta in essere dalle Stazioni Carabinieri Forestale di Passignano sul Trasimeno e di Magione finalizzata a stroncare il pericoloso quanto odioso fenomeno del bracconaggio ittico nelle acque del Lago Trasimeno e affluenti. Nel mese di febbraio u.s., durante un accertamento amministrativo sulla tracciabilità di prodotti ittici posti in vendita, è stata accertata la presenza di esemplari di Luccio provenienti dal Lago di Corbara (TR), pescati in epoca di divieto e con mezzi non consentiti, e posti in vendita in violazione della prevista norma di settore.

Per questo sono stati deferiti all’Autorità Giudiziaria un quarantenne cittadino rumeno e un cinquantenne italiano per bracconaggio ittico nelle acque interne e commercio di specie vietata.

Negli ultimi giorni, ulteriori controlli, congiunti con guardie giurate volontarie della F.I.P.S.A.S. hanno portato al rinvenimento di sette tofi (complesse reti a campana contenenti più inganni) e 2 guide (reti per indirizzare i pesci all’interno del tofo), strumenti utilizzati per la pesca, non conformi alla normativa in quanto non “identificati” con sigla del proprietario, posizionate in località Ponte della Torre, nelle acque del Canale dell’Anguillara affluente del Trasimeno, contenenti 350 kg di pesce vivo e 43.50 kg di pesce morto ed in stato avanzato di putrefazione.

Tutti gli esemplari ancora vivi di cavedani, tinche e carassi sono stati immediatamente liberati in acqua. Sono in corso le indagini per risalire ai responsabili degli episodi di bracconaggio ittico, che penalizzano gravemente l’ecosistema del Lago e l’economia locale. I trasgressori hanno violato la legge 154 del 2016 sul Contrasto al bracconaggio ittico nelle acque interne.

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