Crescita dei contagi tra i piu’ piccoli: le ansie dei genitori. In Umbria maggiori casi nella scuola d’infanzia e primaria

Non è ancora allarme bambini, ma la soglia di attenzione deve rimanere alta. I casi di Covid, in diminuzione in tutte le altre classi di età,  non scendono tra i più piccoli, ma anzi iniziano a crescere. É probabilmente la conseguenza di un mix tra attività scolastica, che eleva esponenzialmente le relazioni sociali dei bambini, e impossibilità di immunizzarli. Effetto temuto, in parte già visibile ma che si misurerà di più nelle prossime rilevazioni. La società italiana di pediatria teme che con i contagi in crescita si possa registrare un ricorso maggiore alle cure in ospedale.  ” Il dato del ricovero sotto l’anno di età  – afferma la dottoressa Annamaria Staiano, presidente della società italiana di pediatria – è aumentato di 4 punti di percentuale in questo scorcio di semestre, rispetto ai primi sei mesi dell’anno. Parliamo di lattanti, ecco perché è  importante che le donne incinte si vaccinino”. Il Covid nei bambini si presenta anche con una rinite, magari persistente, o con la tosse. Come qualsiasi forma influenzale. Se si riscontra una maggiore persistenza dei sintomi è opportuno informare il pediatra ed effettuare un tampone.  É vero che gli effetti dell’ infezione sono spesso lievi, ma non sono mancati casi di minori che hanno subito conseguenze rilevanti. Insomma, è indispensabile mantenere comportamenti prudenti. Del resto, sono gli stessi dati forniti dalla Regione dell’Umbria a confermare il dato sui più piccoli. Le scuole più coinvolte sono le primarie: in Umbria ad oggi sono 13, un numero maggiore rispetto alle superiori. Nella nostra regione abbiamo 12 alunni positivi nella scuola d’infanzia, 13 nella primaria, 7 nella secondaria di primo grado e 12 nella secondaria di secondo grado. I cluster sono 3 , nessuno nelle scuole superiori: uno ciascuno nella scuola d’infanzia, nella primaria e nella secondaria di primo grado. Delle 41 classi in isolamento,  11 sono nella scuola d’infanzia, 12 nella primaria, 6 nella secondaria di primo grado e 12 nella secondaria di secondo grado. Insomma, 29 classi su 41 riguardano proprio i più piccoli fino ai ragazzi delle medie. Dati che confermano la necessità di sorvegliare i bambini, in attesa che il vaccino venga autorizzato anche per chi ha tra i 4 e gli 11 anni.