Lockdown per i no vax e green pass rafforzato per i lavoratori. Mai così tanti positivi

Numeri choc quelli di ieri che costringono il governo ad alzare il muro difensivo contro la variante Omicron. Il tema principale, ancora prima della durata della quarantena, è  la stretta sull’obbligo vaccinale. Se ne parlerà oggi nel Consiglio dei Ministri convocato dal premier Draghi. Dopo i drammatici numeri di ieri due sono le questioni intorno alle quali si sta discutendo in queste ore. La prima prevede il lockdown per i no vax, una misura ritenuta indispensabile per fermare la corsa del virus. I negazionisti del virus, anche in Umbria, rappresentano ancora una fetta importante della popolazione. Fino a ieri nella nostra Regione erano state somministrate 707.000 prime dosi, pari all’ 82% della popolazione avente diritto. La seconda questione sulla quale il governo è chiamato a decidere riguarda il “green pass rafforzato”. Il green pass “base”, quello di oggi, rilasciato anche con il tampone, ha i giorni contati. La direzione verso cui si muove il governo di Mario Draghi è l’estensione del green pass rafforzato a tutti i lavoratori. Sarà richiesto, quindi, il certificato “2G”, che si ottiene solo con la guarigione dal Covid o con il vaccino. Un passo verso l’obbligo vaccinale che lascerebbe a casa tutti coloro che si rifiutano di sottoporsi al vaccino. Oggi il governo deciderà anche sul documento presentato dalle regioni che mira ad allentare le regole: un positivo può uscire dalla quarantena dopo dieci giorni dal contagio se da tre giorni non ha sintomi, senza nemmeno ripetere il tampone. Il Ministro della Salute Roberto Speranza è però contrario, così come i membri del Comitato tecnico scientifico: “riducendo le quarantene si aumenta il rischio di far circolare persone infette. Per gli esperti il documento delle regioni è “irricevibile”, molti scienziati ritengono “da brividi” l’idea di azzerare la quarantena. Inoltre, resta aperta la questione del prolungamento delle vacanze natalizie. Draghi è determinato a scongiurare il ritorno in Dad, ma se nella settimana del 3 gennaio i dati saranno ancora in aumento, non è escluso che vengano presi provvedimenti di chiusura in alcune aree.