Sanità Umbria tira una brutta aria, dai rilievi della Corte dei Conti alla mobilitazione dei sindacati. Disavanzo in vista ? Possibile uscita di due direttori

Nella sanità umbra tira davvero una brutta aria. Dopo la relazione della Corte dei Conti sul rendiconto 2020 arriva la minaccia di sciopero dei sindacati. La procuratrice Rosa Francaviglia ha, infatti, sottolineato la necessità di evitare ingiustificate proroghe dei contratti in essere, a contenere la spesa farmaceutica soprattutto per gli acquisti diretti, a rafforzare i controlli sulla qualità e appropriatezza delle prestazioni sanitarie garantite dalle strutture pubbliche e private, a investire di più monitorando contestualmente la spesa senza fermarsi ad un controllo meramente contabile ma valutando la gestione. La Corte dei Conti si è inoltre soffermata sulla ” inadeguatezza del sistema di valutazione dei dirigenti” e sull’annosa vicenda della “Nuova Monteluce” che potrebbe evidenziare un danno erariale consistente. Altro punto irrisolto – malgrado gli impegni presi dalla Regione – resta quello delle liste d’attesa. A distanza di poche ore dalla relazione della Corte dei Conti arriva la denuncia dei sindacati che minacciano un presidio di protesta, davanti al Consiglio Regionale, per il 28 settembre prossimo, non escludendo lo sciopero. Cgil, Cisl, Uil, Fials e Nursing Up denunciano il mancato rispetto da parte della Regione dell’accordo del 5 maggio scorso, al quale si è aggiunto anche un taglio di 2 milioni e 800 mila euro per il personale sanitario che si è occupato – in condizioni drammatiche – dell’emergenza Covid. I sindacati lamentano l’assenza di investimenti nella sanità pubblica, la mancata assunzione di personale con una conseguenziale carenza negli organici degli ospedali e della sanità del territorio e l’immobilismo delle aziende sanitarie. Una situazione pesante dovuta anche ai ritardi che si stanno registrando nelle riaperture dei reparti chiusi in occasione dell’emergenza Covid. Insomma, per i rappresentanti dei lavorati c’è il rischio di un collasso dei servizi sanitari essenziali con effetti negativi sulla salute dei pazienti, specialmente sulle popolazioni più vulnerabili. In Umbria si prevede un autunno caldo, con due indiscrezioni che corrono nei palazzi della politica in questi giorni. La prima riguarderebbe un possibile e marcato disavanzo nei bilanci delle singole Aziende sanitarie e Ospedaliere dell’Umbria, la seconda è relativa ad una possibile “fuga” di almeno due direttori generali verso le Marche. Naturalmente si tratta di voci che dovranno trovare conferma nelle prossime settimane. Un eventuale disavanzo rappresenterebbe un bel problema politico per la giunta Tesei dopo appena due anni di governo regionale. In realtà fu lo stesso assessore regionale alla sanità Luca Coletto, a fine giugno, ad affermare che “nessuna azienda sanitaria è in attivo”. Una situazione – se le voci dovessero trovare conferma –  particolarmente fastidiosa per tutto il centrodestra di Palazzo Donini avendo l’Umbria,  fino al 2019 , sempre chiuso in pareggio e risultando regione benchmark.