Agricoltura, settimana di fuoco tra proteste e incontri. Gli indignati: “Risorse per pochi”

PERUGIA – Quella che si sta per aprire sarà una settimana di fuoco per l’agricoltura umbra e per l’assessore all’Agricoltura, Fernanda Cecchini. Lunedì e martedì infatti sono annunciate due importanti manifestazioni, la prima di Coldiretti e la seconda, martedì pomeriggio, dei cosiddetti “indignati” che sfileranno per le vie di Perugia con i trattori. Il motivo? L’inadeguatezza, a loro dire, dei criteri di assegnazione dei fondi e l’impostazione umbra del Psr.

Troppo il 50 per cento delle risorse andate a 7 aziende su 392, con 255 non finanziate. Scarsi anche i contributi per i giovani agricoltori, che hanno finanziato solo il 25 per cento delle domande. Si lamentano anche le poche risorse assegnate per le aziende bio.

Un cahier de doleance notevole, che si troverà sulla scrivania dell’assessore Cecchini e del neo ministro Centinaio, al quale è arrivato anche un documento di proposte di Confagricoltura Umbria. Si chiede in primo  luogo la riforma di Agea, ritenuta un passaggio indispensabile per rendere l’agenzia realmente al servizio degli agricoltori ed esigere tempi più brevi di pagamento, procedure semplificate ed informatizzazione adeguata di tutto il sistema.

“Si ha notizia di manifestazioni in cantiere per la prossima settimana –sostiene Fabio Rossi, presidente di Confagricoltura Umbria- dopo una quiescenza pluriennale sull’argomento, se non un colpevole silenzio o accondiscendenza nei confronti di Agea da parte di alcune organizzazioni. Ricordo che nel maggio 2017 c’era soltanto Agrinsieme a protestare a Roma sotto le finestre di Agea, quando già si intuiva la gravità della situazione.  Confagricoltura Umbria da sempre ha pressato le istituzioni e le strutture preposte per far avere risposte adeguate. Io stesso –ha proseguito Rossi- nell’incontro avuto a Perugia il 9 maggio, ho chiesto l’apertura di uno sportello “funzionante” di Agea in Umbria per affrontare e risolvere i problemi che impediscono il pagamento delle pratiche arretrate. Se questo non avverrà in tempi rapidi Confagricoltura Umbria chiederà l’istituzione di un organismo pagatore regionale.”

Un’altra priorità, secondo i vertici di Confagricoltura Umbria, riguarda la revisione della legge 157 (legge nazionale sulla caccia), che si rende indispensabile per prevenire o quantomeno controllare i danni della fauna selvatica cacciabile alle coltivazioni agricole. Allo stesso modo serve un forte intervento per regolamentare anche la gestione delle specie protette –il lupo e il capriolo in particolare- che rappresentano comunque una costante fonte di danni per numerosi allevamenti.

“Altra legge da rivedere –spiega ancora il Presidente Rossi- è la 102 sui danni da avversità atmosferiche e calamità naturali. La sua revisione si rende necessaria alla luce del fallimento della scelta di escludere dai benefici tutti i danni alle colture assicurabili. Molte, infatti, sono le colture con un livello di reddito così basso da non consentire la sostenibilità di polizze assicurative. Il contributo –prosegue Rossi- arriva con ritardi inaccettabili e le superfici assicurate sono, in molti casi diminuite proprio per l’insostenibilità del costo delle assicurazioni.”

Tra i dieci punti individuati da Confagricoltura come emergenze per il settore, su cui il Mipaaf dovrebbe intervenire vi sono anche la liberalizzazione del sistema zootecnico; le clausole di salvaguardia su concorrenza sleale, dumping, revisione e rafforzamento degli accordi internazionali; la necessità di attivare un confronto con tutti i protagonisti della filiera ortofrutticola per far crescere il settore e renderlo competitivo con gli altri paesi del bacino del Mediterraneo; la Pac e l’impegno a mantenere un adeguato livello del budget comunitario a favore dell’Agricoltura; la riforma del settore olivicolo, strategico per il nostro paese; l’Ocm vino, che, in particolare per l’Umbria, rappresenta un’opportunità sfruttata dalle aziende per il miglioramento qualitativo degli impianti, ma che necessita, nel suo complesso, di una revisione e semplificazione, soprattutto per quanto riguarda la promozione del vino.

“Chiediamo con forza al nuovo ministro –ha concluso Rossi- di risolvere una volta per tutte il problema del ritardo accumulato per la liquidazione agli agricoltori che hanno stipulato polizze assicurative e che da due anni aspettano la contribuzione pubblica sul premio.”

Ma il ministro Centinaio la prossima settimana riceverà anche i parlamentari della Lega Umbria.  Sul tavolo l’emergenza Agea  e la proposta  di legge regionale avanzata nei giorni scorsi dai consiglieri Lega, Valerio Mancini ed Emanuele Fiorini e riguardante la sostituzione di Agea con un ente pagatore di esclusiva competenza regionale, così come accade in Veneto o in Lombardia. “I ritardi di Agea nel distribuire i fondi europei agli agricoltori umbri sono intollerabili, si è creato un empasse pericoloso che sta mettendo in ginocchio l’intero sistema agricolo regionale – tuonano i parlamentari Lega Caparvi, Briziarelli, Tesei, Marchetti e Pillon – per questo che abbiamo richiesto un incontro urgente al Ministro Centinaio. Crediamo nella validità della nostra proposta e saremo in piazza, Lunedì e Martedì a Perugia, assieme a tutte le associazioni di categoria per protestare contro questa inaccettabile situazione e per spiegare loro la nostra proposta, che trova concepimento nei principi del federalismo, gli stessi che hanno fatto, di Veneto e Lombardia, delle regioni virtuose. Al Ministro Centinaio – continuano gli esponenti Lega – esporremo, nel dettaglio, la situazione dell’Umbria per cui ci sono oltre 500 imprese in attesa dei contributi europei ed altrettante famiglie, da oltre un anno, in attesa di risposte dovute. Con la Lega al Governo, il futuro di Agea sarà fortemente messo in discussione, per questo che il Sen. Candiani ha già depositato un disegno di Legge , firmato pure dal Segretario  Matteo Salvini, mentre in Umbria siamo già pronti con una soluzione alternativa. La rivoluzione del buon senso comincia da qui”

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