Buoni risultati per il primo “Terre di San Valentino Festival”

TERNI – Un Festival del territorio pensato per valorizzare il territorio in tutte le sue sfaccettature: la sua storia, le tradizioni folkloristiche, la natura, il paesaggio e le produzioni tipiche locali, che non sono solo enogastronomiche ma che raccontano anche di un artigianato locale di alta qualità nato e sviluppato accanto alla grande industria, motore ed espressione del tessuto produttivo della nostra provincia.

Questo l’orizzonte di senso del 1° Terre di San Valentino Festival ideato dalla Camera di Commercio di Terni e realizzato con la collaborazione del Comune, della Fondazione Carit e in condivisione con la Diocesi di Terni Narni Amelia.

L’Ente camerale di Largo Don Minzoni ha voluto conferire al Festival una forte impronta territoriale anche grazie alla collaborazione di tutte le Associazioni di categoria, in particolare con il grande impegno di Coldiretti e Confartigianato Imprese Terni.

Per questo buona parte degli stand erano riservati ad imprese del territorio, ampio spazio è stato dato alle rievocazioni storiche con le suggestive sfilate del Corteo storico di Giove e dei gruppi di Terni, Narni, Amelia, Acquasparta, Calvi e Ferentillo. Le tradizioni culinarie ternane hanno visto protagonista il Pampepato di Terni celebrato con il Pampepato Day domenica 17 in piazza della Repubblica, qui le degustazioni in un grande padiglione dedicato hanno raggiunto il tutto esaurito. Attrattive sono risultate anche le visite a piedi, in centro, alla Terni Romana e alle Sette Chiese tutte svolte con guide turistiche professionali: nei due giorni infrasettimanali di giovedi 14 e venerdi 15 sono stati oltre 60 i partecipanti e i numeri sono raddoppiati nel fine settimana.

La nostra percezione – sottolinea il Presidente dell’Ente camerale Giuseppe Flamini – è che il brand Terre di San Valentino lanciato con il Piano di marketing territoriale stia cominciando ad entrare nel sentiment dei visitatori come identità comune dei nostri territori. Le Terre sono un luogo ampio, differenziato, ricco di beni artistici, location uniche per sport e attività outdoor, un luogo che rappresenta sempre una scoperta per chi viene dalle nostre parti”. “Serve però una metabolizzazione da parte della città, in primis da parte degli operatori economici – spiega Flamini – questo numero zero del Festival ha dato buoni risultati ma erano ancora troppe, ad esempio, le saracinesche abbassate nei giorni del Festival”. “Riteniamo perciò che ci siano i presupposti per migliorare e per far rivivere il nostro territorio”.

A quarant’otto ore dalla fine del Festival non ci sono cifre ufficiali sulle presenze, per questo per ora siamo improntati alla prudenza, ma le stime di cui siamo in possesso ci dicono che abbiamo sfiorato le novantamila unità – aggiunge il Segretario generale Giuliana Piandoro – tutti noi abbiamo avuto modo di apprezzare un afflusso ingente di visitatori, che si è concentrato per lo più tra sabato e domenica. La partecipazione ai bus turistici (organizzati dalla Camera di Commercio ndr) e alle visite guidate in città hanno registrato un’ottima affluenza nella giornata di domenica mentre più contenuto è stato il flusso nel giorno di San Valentino, quest’anno ricadente in un giorno infrasettimanale”.

Domenica 17 sono stati numerosi i turisti che sono saliti sui bus messi gratuitamente a disposizione dalla Fondazione Carit per visitare Narni Sotterranea, la Cascata e Piediluco. Molto apprezzato anche il trenino (gestito dall’Amatori Podistica Terni) che nella giornata di sabato 16 ha collegato il centro con la Basilica di San Valentino offrendo ai turisti e agli accompagnatori della Maratona un collegamento diretto ed efficiente.

L’Agenzia Eventipuntocom che ha realizzato il Festival sotto la regia dell’Ente camerale fotografa i numeri dell’evento: circa 100 aziende partecipanti di cui circa il 60% del territorio e 80 stand montati, 80 eventi in 5 giorni, 8 gruppi storici locali coinvolti: Corteo e Sbandieratori di Giove, Tamburini di Collescipoli, Gruppo Sbandieratori Amelia, Gruppo Sbandieratori Narni e Gruppo Sbandieratori Calvi, Corteo di Acquasparta, Centro Culturale Valentiniano e gruppo Amorua.

Gli eventi con la più alta partecipazione: gli showcooking organizzati da Chef Academy e l’evento Master Pasticcere, contest riservato agli studenti dell’Istituto Casagrande, le degustazioni di Pampepato a cura del Gruppo Produttori e quelle di prodotti tipici del territorio. Piazza Tacito gremita sabato 16 a partire dalle 18 con Stefano De Maio e la sua Fiaba swing.

Come è stato giustamente sottolineato molti gli eventi dedicati a far conoscere i nostri territori. Molte sono state le presenze ma molte altre potrebbero arrivare se tutti i soggetti pubblici e privati delle Terre di San Valentino facessero fronte comune da subito, intorno al progetto. “La Camera di Commercio – lancia un richiamo il Presidente Flamini – da oggi, invita tutti gli altri attori del territorio per lavorare sulle Terre di San Valentino 2020, noi ci crediamo e invitiamo tutti a lavorare insieme per questo. San Valentino e il comprensorio di Terni con i suoi piccoli borghi e le sue tante eccellenze possono diventare un prodotto turistico che valorizza e completa l’immagine turistica dell’Umbria. L’Ente camerale su questo progetto ha investito e ha lavorato, attraverso la propria struttura, al fine di portare valore aggiunto a questo territorio, che sconta ancora le conseguenze di una serie di difficoltà importanti”.

Un auspicio – conclude Flamini – meno chiacchiere, meno annunci più partecipazione e soprattutto più fatti”.

Confidiamo anche nella stampa, che ci segue sempre con attenzione, per presentare nella giusta luce (o al meglio) ciò che si sta realizzando per valorizzare il nostro territorio”.

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