Città di Castello, Bacchetta: “Ecco perché ho detto no ai rifiuti di Perugia”

CITTA’ DI CASTELLO – Nelle comunicazioni al consiglio comunale della ripresa, lunedì 7 gennaio 2019, il sindaco di Città di Castello Luciano Bacchetta ha ragguagliato l’assemblea sugli ultimi sviluppi in fatto di rifiuti: “Tra Natale e l’Epifania sono accaduti fatti che giustificano vieppiù a posteriori gli atti del consiglio comunale relativamente allo stop ai rifiuti fuori Ato a Belladanza dal 31 dicembre scorso. La discarica ha corso il rischio di diventare il rifugium peccatorum dei ritardi sui rifiuti. Nella conferenza in Provincia del 3 gennaio insieme al presidente del consiglio comunale e a , Città di Castello ha ribadito il suo no al conferimento se non ci fossero state date certe sulla riapertura di Borgogiglione (destinata al fabbisogno dell’ex Ato 2). Da metà ottobre in poi infatti. Città di Castello, avendo pagato il disavanzo accumulato con Perugia durante i lavori a Belladanza, ha accettato per lealtà istituzionale 10mila tonnellate dall’ex Ati 2 ma continuare con la stessa intensità di conferimento avrebbe saturato il nostro sito. Non è stata una scelta campanilista, becera o egoista. Quindi è arrivata la notizia della riapertura imminente di Borgogiglione e abbiamo dovuto far fronte a iniziative sgradevoli, come l’arrivo di quattro camion non annunciati di Sogepu, che sono stati rimandati indietro. Abbiamo una dignità e non abbiamo accettato quello che non era giusto né previsto accettare. Dovevamo dare uno stop a questa situazione caotica, altrimenti avremmo perso la nostra autonomia entro un anno e a quel punto, con la riapertura di Borgogiglione, avendo Belladanza ormai satura, avremmo dovuto portare i rifiuti altrove, con relativi costi. L’impianto di Città di Castello, inaugurato nel luglio scorso, ha usufruito di 10milioni di euro dalla Regione e di altrettanti, finanziati dalla comunità altotiberina. La discarica appartiene alla nostra comunità e non può essere un posto dove riparare gli errori altrui. Ho sempre cercato di evitare che gli attacchi a Perugia sembrassero una questioni di schieramento, ma questo Comune non ha utilizzato le risorse per costruire l’autonomia nei rifiuti. Sei è cercato di trasformare le vittime in carnefici ma ci siamo sottratti ad entrambe le prospettive. Ringrazio molto il consiglio comunale di Città di Castello che, votando ad unanimità lo stop del 31 dicembre, ci ha dato la forza di condurre una battaglia difficile e di respingere ogni offensiva politica. Voglio ringraziare anche sua eccellenza il prefetto ma con il quale mi sono confrontato a lungo e che ha dimostrato molto equilibrio, con una sapiente opera di mediazione. Abbiamo salvato l’impianto e la dignità di questa città e salvaguardato il suo futuro. Quello che non è accaduto in un anno, è accaduto in un giorno: la Regione ha annunciato la riapertura di Borgigiglione per un anno e 47mila tonnellate. La vicenda vera è la capacità dei vari enti e soggetti di comunicare tra loro e non avere forme di subordinazione. In un passato remoto, c’era chi dava le carte e chi le subiva. questa prassi è stata respinta. Ma poiché siamo anche un comune che ha tra i suoi valori la solidarietà a differenza di altri che pensavano che Belladanza fosse il ricettacolo dell’Auri, ora che c’è una data certa su Borgogiglione, possiamo tornare a collaborare e ci rassicura sull’arrivo incontrollato dei rifiuti. Questa vicenda è un punto di svolta: abbiamo vinto perché siamo stati uniti, perché abbiamo spiegato le nostre motivazioni giuste. Non vogliamo stravincere: se necessario prenderemo qualche modestissima tonnellata da Perugia ma di fatto le scelte di questa amministrazione comunale hanno prodotto i risultati sperati. Non dobbiamo abbassare la guardia. Ad Orvieto c’è una discarica la cui proprietà è anche dell’Acea, partecipata del comune di Roma che ha in questo ambito i suoi rifiuti. Ringrazio il consiglio comunale che ci ha dato un mandato pieno, ringrazio le istituzioni che hanno compreso che sui rifiuti è necessario trovare le soluzioni e non i rimedi dell’ultima ora. Per il futuro: non si andare avanti pensando che far fronte ai propri rifiuti tocchi agli altri. Non si è mai vista la riconvocazione di un consiglio per approvare una determina bocciata appena qualche giorno prima, come è accaduto all’Auri. E’ stata una provocazione, dato che tra Gesenu e Sogepu ormai non c’era più neanche un contratto in essere. Le ragioni del contrasto sono venute meno, Borgogiglione riapre e quindi possiamo dare seguito a quanto deciso dall’Auri”. Gaetano Zucchini, capogruppo del Pd, ha ringraziato sindaco e consigliere per lo stop corale ai conferimenti a Belladanza fuori Ato. “La determina dirigenziale che riapre Borgogiglione per 47mila tonnellate, circa un anno, cambia la situazione. Dobbiamo essere responsabili. Per questo motivo propongo a nome della maggioranza un ordine del giorno per prorogare i conferimenti del sub ambito 2 fino al 31 gennaio e chiedo di discuterlo subito.
Cesare Sassolini, capogruppo di Forza Italia, si è detto solo in parte d’accordo con sindaco e Zucchini: “Ad entrambe le posizioni manca un pezzo. Il sindaco è troppo trionfalistico; ha coinvolto il consiglio così da avere maggior forza. Lo spirito del documento della maggioranza era stato suggerito da me già in precedenza ma ad alcune condizioni: sono d’accordo nella breve proroga ma da quando riapre Borgogiglione deve prendersi l’equivalente dei rifiuti conferiti in surplus”. Vincenzo Bucci, capogruppo di Castelo Cambia, ha riconosciuto “l’azione ferma del sindaco” e aggiunto che “la discarica poteva essere aperta prima. No si può dire che tutti gli attori i gioco hanno ragione, in realtà c’è chi è stato previdente e chi no. Il risultato è un frutto di tutto il consiglio e deve essere considerato come punto di partenza per un discorso sui rifiuti, dato che la discarica aveva una durata prevista di oltre dieci anni ma negli ultimi due anni i conferimenti hanno superato le previsioni. L’unità del consiglio ha premiato, usiamola anche per il futuro”. Vittorio Vincenti, consigliere di Tiferno Insieme, ha dichiarato che “dall’esterno si evince una continua mancanza di progettualità a lungo termine sia della Regione. A Borgogiglione sono autorizzate le tonnellate quasi equivalenti a quelle che riceviamo dall’ex Ato due. Belladanza ha una vita di sei, sette anni, quanto un mandato elettorale o quasi. Tanto dura la progettualità anche nostra. Siamo 800mila abitanti e non riusciamo a risolvere il problema dei rifiuti. Il Lombardia, in milioni di abitanti, hanno due termovalorizzatori. Il mio consiglio è proporlo anche in Umbria. Nelle grandi città c’è. Tra un anno saremo daccapo. Ragioniamo a mandati elettorali invece dovremmo essere più lungimiranti”. Andrea Lignani Marchesani, capogruppo di Fratelli d’Italia, ha espresso le sue perplessità “sullo stop unanime ai rifiuti da fuori ato. E’ irrituale che l’Auri si riconvochi dopo tre giorni per ribaltare il suo pronunciamento così come lo è chiedere al consiglio di votare una proroga”.
Nella replica il sindaco ha detto: “Siamo partiti insieme e sarebbe importante arrivare insieme. E’ un segnale politico importante. Credo che abbiamo vinto questa battaglia perché avevamo ragione. Volevamo salvaguardare l’autonomia e il futuro del nostro territorio. Ora c’è un comunicato della Regione per la riapertura immediata per 47mila tonnellata. E’ quello per cui ci siamo battuti. Noi abbiamo un’autonomia che è ben  oltre il mio mandato. Inoltre nella partita complessiva, il gestore di Borgogiglione non è pubblico a differenza di Belladanza. Non c’è una ricetta, dobbiamo discutere. Il dramma vero è stata l’improvvisazione costante. La politica dei rifiuti regionale non la fa il comune di Città di Castello”. Nicola Morini sull’ordine dei lavori ha eccepito che “la condivisione va ricercata in modo diverso. Una volta aperte le comunicazioni di un consiglio che è la prosecuzione di un altro precedente. C’è una forzatura politica: il processo di redazione deve essere condiviso, non ci si può presentare con un testo blindato. Se si potesse produrre documenti, forse l’avrei fatto anch’io. L’ord pone più interrogativi che risposte: non lo voglio definito ridicolo. Propone una proroga dopo che abbiamo detto che non c’erano proroghe. Il consiglio doveva mantenere il punto e pretendere che chi aveva causato il problema lo risolvesse. Le chiedo che non sia messo al punto dodici ma in coda”.

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