Città di Castello, è scomparso il vescovo emerito Ronchi: il cordoglio della Ceu

CITTA’ DI CASTELLO – Questa notte presso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia é deceduto mons. Pellegrino Tomaso Ronchi, Vescovo emerito di Città di Castello.

Il vescovo cappuccino era nato a Riolo Terme (RA) il 19 gennaio 1930. Ricevette l’ordinazione presbiterale a Faenza il 21 marzo 1953 e nello stesso anno fu inviato al Collegio internazionale di Roma per frequentare la facoltà di Diritto Canonico presso la Pontificia Università Urbaniana di Propaganda Fide, dove si laureò il 26 giugno 1956. É stato professore e direttore dello studentato cappuccino di Bologna. Nel 1960 partì missionario per la custodia di Lucknow in India, dove esercitò l’incarico di segretario e cancelliere vescovile e, alla morte del vescovo mons. Corrado De Vito, nel 1970, resse la diocesi in qualità di vicario capitolare fino al 1972. Rientrato in Italia con intenzione di passare nel nuovo territorio di missione nel Kambatta-Hadya in Etiopia, la Congregazione per l’evangelizzazione lo nominò Rettore Maggiore del Collegio di Propaganda Fide, incarico che tenne per 12 anni, cioè fino alla nomina a vescovo di Porto e Santa Rufina l’11 dicembre 1984.

In seguito ad infermità, dovette rinunciare al governo di quella diocesi e si ritirò nel convento di san Giuseppe a Bologna, dove, il 7 febbraio 1991, gli giunse la nomina a vescovo di Città di Castello ove fece ingresso nel successivo mese di marzo.

In diocesi viene ricordato con affetto per la sua amabilità e disponibilità ad essere prossimo con tutti coloro che chiedevano un conforto e per aver dato impulso a varie attività pastorali e caritative; portò a compimento il processo di beatificazione di sr. Florida Cevoli e di mons. Carlo Liviero.

Il 16 giugno 2007 Benedetto XVI, a norma delle direttive del Codice di Diritto Canonico, ha accettato la rinuncia di mons. Pellegrino Tomaso Ronchi al governo della diocesi di Città di Castello ed ha nominato suo successore mons. Domenico Cancian. Per un lungo periodo mons. Ronchi ha continuato ad alloggiare in vescovado assieme al vescovo mons. Cancian e si é reso disponibile per supportare l’attività liturgica della parrocchia della Cattedrale.

Da alcuni mesi, visto il peggioramento delle condizioni di salute, si era trasferito presso l’infermeria provinciale dei frati cappuccini umbri dove é stato amabilmente accudito.

Mons. Domenico Cancian, appresa la notizia, ha espresso sentimenti di viva gratitudine per l’opera svolta da mons. Ronchi come vescovo di Città di Castello e per la sua esemplare testimonianza di vita come figlio di san Francesco d’Assisi.

La camera ardente sarà allestita nella Cattedrale di Città di Castello a partire dalle ore 17 di oggi 24 ottobre 2018.

Giovedì 25 ottobre alle ore 21 in Cattedrale avrà luogo una veglia di preghiera.

La celebrazione esequiale si terrà venerdì 26 ottobre alle ore 10 nella Cattedrale di Città di Castello.

La salma sarà successivamente tumulata nella Cripta del Duomo.

IL CORDOGLIO – I Vescovi dell’Umbria partecipano al lutto della Chiesa di Città di Castello per la morte, nelle prime ore del 24 ottobre, del Vescovo emerito mons. Pellegrino Tomaso Ronchi, Pastore nella Città dell’Alto Tevere dal 1991 al 2007.

I Presuli ricordano il lungo servizio pastorale di mons. Ronchi, uomo amabile e discreto, frate e presbitero sollecito per le necessità dei fratelli, in perfetta sintonia con lo stile di Francesco d’Assisi, Vescovo dedito alle necessità dei presbiteri e dei fedeli tutti, che ha servito docilmente le Chiese a lui affidate, esortando costantemente i cristiani a farsi carico delle difficoltà del prossimo.

Nato in Diocesi di Imola nel 1930, entra nell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini ed è ordinato presbitero nel 1953. Missionario in India (1960-1972) e per pochi mesi in Etiopia (1972), nel 1972 è nominato Rettore Maggiore del Pontificio Collegio Missionario Internazionale della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, collaborando attivamente con il cardinale Agnelo Rossi nella formazione dei sacerdoti provenienti dai Paesi di missione.

Nel 1984 è nominato vescovo della sede suburbicaria di Porto-Santa Rufina ed è stato consacrato il 6 gennaio 1985 da S. Giovanni Paolo II. Nel 1991 l’arrivo in Umbria, alla guida della diocesi di Città di Castello, dove, tra l’altro, ha compiuto la visita pastorale e ha avuto la gioia della beatificazione del vescovo Calo Liviero il 27 maggio 2017.  Il suo ministero episcopale negli ultimi anni di vita è stato coronato e reso ancor più fecondo da una lunga sofferenza: in questo ultimo periodo è stato amorevolmente accompagnato dal suo successore mons. Domenico Cancian e dai Frati Minori Cappuccini dell’Umbria.

I Vescovi, infine, elevano la loro preghiera al Signore affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, dei Santi Francesco, Florido, Amanzio e Veronica Giuliani e del beato Liviero, accolga questo suo fedele servitore nel gaudio e nella pace eterna.

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