giovedì 14 dicembre 2017 - aggiornato alle ore 23:37        

Fontivegge, 16 milioni in tre anni con la firma della Convenzione. Gentiloni a Perugia per la firma dell’atto. Il Pd: “Il Governo ci ha creduto”

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PERUGIA – Paolo Gentiloni è arrivato a Perugia e sta visitando il quartiere di Fontivegge prima della firma della Convenzione.

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E’ il giorno di Paolo Gentiloni, il presidente del Consiglio dei ministri sarà alla Stazione di Fontivegge per la firma delle Convenzioni tra il Governo e i Comuni per la riqualificazione delle periferie. Con lui anche i sindaci di Perugia e Terni, Andrea Romizi e Leopoldo Di Girolamo.

Ma sono diverse le problematiche aperte nella zona e ieri c’è stata anche una “passeggiata di quartiere” per individuare i principali problemi legati alla viabilità pedonale e alle barriere architettoniche. Un percorso dunque partecipato, che vuole coinvolgere la popolazione. Con la convenzione firmata saranno finanziati i primi tre anni di restyling di Fontivegge. Sedici milioni in tre tranche.

“Un euro investito sulle periferie è un euro investito su sociale, cultura, sicurezza, bellezza. Un euro investito sulle periferie è un euro investito sulla città. Il Pd ci ha creduto e con il governo ci ha scommesso mettendo a disposizione dei Comuni e delle aree metropolitane un bando e fondi per un totale di oltre due miliardi di euro”.

Così, in una nota, il Pd di Perugia che aggiunge: “Stiamo parlando di una vera e propria rivoluzione, della costruzione di una prospettiva radicalmente nuova che guardi le città secondo una visione integrata, che metta al primo posto il suo tessuto sociale, temi come l’inclusione e il rafforzamento della comunità, che crei competenze e innovazione e che attraverso progetti di lungo respiro si faccia il canale per una buona e sana occupazione. Anche il Comune di Perugia riceverà una fetta dei fondi messi a disposizione (16 milioni, che si sommano a quelle di Agenda Urbana messi a disposizione dalla Regione), anche se – e qui una nota di rammarico – questo accadrà non tanto per la qualità del progetto presentato quanto in virtù di un allargamento della platea dei beneficiari – quindi delle risorse – che ha fatto seguito agli attentati di Parigi“.

Il progetto per Fontivegge non ha, infatti, superato l’84esimo posto in graduatoria (su 120 progetti totali) e i 45 punti di valutazione.

“Vero – prosegue la nota – che senza un ulteriore stanziamento sarebbe stata bocciata la maggior parte dei progetti, ma è altrettanto vero che Perugia avrebbe sicuramente meritato forse un progetto più integrato e partecipato. Fontivegge rappresenta un quartiere vitale e fiaccato da problematiche a tutti tristemente note e non possono bastare progetti senza visione: sommare risorse rese disponibili da altri senza avere una prospettiva ha il sapore della sconfitta per tutti. Quello di cui, in realtà, avremmo bisogno è un po’ di coraggio in più per ripensare completamente l’assetto urbanistico e funzionale della città, intervenendo in maniera integrata e logica, non per compartimenti stagni, immaginando la rifunzionalizzazione dei troppi spazi vuoti, guardando a nuovi modelli e a obiettivi innovativi. Non inseguendo pezzi di risorse per ricucire qualche toppa. Bisogna intendere la città non come una giustapposizione di particolarismi e interessi ma come una comunità organica onde evitare i che problemi riemergano come sta accadendo nel centro storico. Per fare questo si deve dialogare in tutte le fasi con tutta la città e con tutte le forze campo. Ma questo richiede una consapevolezza in più rispetto, ad esempio, a cosa significa periferia, a che cosa vogliamo per la nostra città del futuro”.

“Il governo, da questo punto di vista – aggiunge il segretario regionale del Pd Umbria Giacomo Leonelli – ha messo in campo l’opportunità di una programmazione e risorse importanti per le nostre città. Intervenire sulle periferie è un elemento qualificante di una visione nuova dei nostri luoghi, che parla di riqualificazione, di comunità, di prospettive. A Perugia e a Terni, rispettivamente 84esima e 33esima nella graduatoria definitiva delle città che hanno partecipato al bando, con 45 punti l’una e 70 l’altra, avranno a disposizione risorse che qualche anno fa sarebbero state impensabili e che rappresentano un’opportunità cruciale”.

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