Gubbio, Palazzo Pretorio in pressing: “L’ospedale di Branca non si tocca”

GUBBIO – Le forze di maggioranza del Consiglio Comunale di Gubbio (Liberi e democratici, Sel, Psi, Scelgo Gubbio) vanno all’attacco sull’ospedale di Branca e “pretendono che, in attesa della convocazione degli Stati Generali della Salute, venga immediatamente ritirata la delibera della Giunta Regionale che declassa il laboratorio analisi dell’Ospedale di Branca da “centro Hub” aperto h24 a “centro Spoke” aperto solo 12 ore”.

“Si tratta a nostro parere di una decisione irresponsabile e miope, presa senza condivisione con i territori, ma soprattutto senza un’analisi e una pianificazione reale e sensata, rispetto a quello che rappresenta e che potrà rappresentare in futuro l’ospedale di Branca. Questa decisione appare ad oggi come una semplice e superficiale spartizione a tavolino fra centri di potere della sanità regionale. Una irresponsabile logica di caccia elettorale, che avrà il solo risultato di innescare l’ennesima inutile guerra fra campanili. Le conseguenze potrebbero essere devastanti per l’Alto Chiascio. Tutti i servizi infatti risentirebbero di questa decisione, alla faccia dei dati incontrovertibili che parlano di un volume di attività fra i più in crescita nell’intero territorio regionale. Anche grazie alle nuove vie di collegamento infatti, il bacino dell’utenza è diventato transregionale arrivando fino alle Marche. Tanto per citare un dato gli accessi al pronto soccorso sono cresciuti del 30%”.

“Come fa dunque l’Assesore Barberini ad affermare che la Regione intende sviluppare l’Ospedale di Branca e ignorare (almeno in apparenza) che la perdita del servizio d’urgenza (circa 20 richieste a notte oltre 80 la domenica), depotenzierebbe tutto il presidio? Branca è un dipartimento d’emergenza di primo livello che per le sue caratteristiche deve avere il laboratorio analisi attivo 24 ore su 24. L’effettiva applicazione di un modello Hub e Spoke, inoltre, è un percorso complesso, che deve tener conto del contesto locale e delle sue specificità. Non si possono fare certe scelte basandosi solo su dati quantitativi e senza considerare la conformazione del territorio e la distribuzione della popolazione. In che modo saranno garantiti gli attuali livelli di qualità e di appropriatezza nella cura per i cittadini del territorio dell’Alto Chiascio, e più in generale per tutto il sistema regionale? Nessuno ancora ce lo ha spiegato, aldilà delle parole di facciata dei rappresentanti di Giunta e ASL. Attendiamo risposte concrete al più presto”.

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