Inchiesta rifiuti, indagato un dipendente della Provincia di Perugia. Sotto la lente il “secondo livello” della rete di Sassaroli

PERUGIA – Si lavora al “secondo livello” dell’inchiesta sui rifiuti, che ha portato all’arresto del direttore di Gesenu Sassaroli. Nei documenti allegati all’ordinanza di custodia cautelare spunta il nome di un dipendente della Provincia di Perugia, indagato. Entra nel vivo dunque anche il filone dell’inchiesta per capire se ci siano stati anche reati contro la pubblica amministrazione da parte di “funzionari compiacenti”, come viene scritto dal giudice Alberto Avenoso. Si ricordano infatti le parole di Sassaroli che riferiva di aver ricevuto una telefonata alle 3 di notte da un dirigente della Provincia per ricevere “informazioni confidenziali”.

Il sospetto è che Sassaroli possa aver ricevuto informazioni da Arpa su qualche controllo. Al centro degli accertamenti anche l’iniziale autorizzazione concessa a Gesenu per conferire 105mila tonnellate a Pietramelina, quando la capacità di smaltimennto è di 58mila tonnellate. L’Autorizzazione Aia sarebbe, secondo il magistrato Valentina Manuali, completamente illegittima. Oggi Sassaroli sarà di nuovo interrogato in Procura.

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