Perugia, in aumento gli appalti illeciti di manodopera

PERUGIA – Un fenomeno sempre più diffuso nel mondo del lavoro riguarda gli appalti illeciti di manodopera gestiti da realtà che propongono forti sconti. Problema che porta i consulenti del lavoro a mettere in guardia gli stessi imprenditori e di cui si è parlato nel corso del convegno promosso dall’Associazione giovani consulenti del lavoro di Perugia, che si è tenuto lunedì 26 marzo nella sala dei Notari di Palazzo dei Priori. L’incontro ha visto come relatori il presidente dell’Associazione Roberto Girolmoni, Stefano Ansideri, presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro di Perugia, gli ispettori del lavoro Andrea Seppoloni e Luigi Damiano, e Sabatino Chelli, direttore dell’ispettorato di Perugia, alla presenza del vicesindaco del capoluogo umbro, Urbano Barelli. “Lo scopo di questi incontri è di approfondire aspetti normativi poco chiari del variegato mondo del lavoro – ha sottolineato il presidente Girolmoni – e far sì che ci sia un confronto tra consulenti del lavoro, organi di vigilanza ed imprenditori al fine di mettere in campo buone pratiche di comportamento condivise ed esenti da contestazioni e controversie. Proprio in virtù di ciò noi consulenti abbiamo il dovere di avvertire i datori di lavoro, quando si tratta di somministrazione illecita di manodopera, che potrebbero restare intrappolati nella responsabilità solidale assieme a chi viola la normativa vigente in materia retributiva e contributiva”.

Gli unici casi in cui è possibile utilizzare manodopera in forza presso terzi sono l’appalto e la somministrazione di lavoro. “L’appalto è genuino quando l’imprenditore appaltatore ha una sua organizzazione – ha spiegato Roberto Girolmoni – per la quale si assume il rischio d’impresa ed esercita potere direttivo nei confronti dei dipendenti. Le direttive, dunque, non possono essere date dal committente (ex datore di lavoro), in quanto si tratta di lavoratori subordinati dell’appaltatore (cooperativa). La somministrazione è uno strumento importante, ma deve avere come base il rispetto dei trattamenti economici e normativi applicati dall’utilizzatore, pertanto non si possono adottare retribuzioni inferiori a quelle degli altri pena responsabilità diretta e consistenti sanzioni”. Tra le tematiche affrontate anche quella sulle agevolazioni ai giovani fino a 35 anni. “Lodevole l’iniziativa ma di difficile attuazione – ha affermato Girolmoni –: il giovane non deve aver mai lavorato a tempo indeterminato nella sua vita lavorativa. Non si comprende perché un giovane che ha avuto un’esperienza limitata anni prima con un contratto a tempo indeterminato non possa godere dell’agevolazione. Ma oltre a questo cavillo, a rendere difficile l’attuazione è l’impossibilità di avere la certificazione storica professionale completa di un cittadino, in quanto i centri per l’impiego rilevano solo i dati territoriali. Unico aspetto positivo è che questo compito sia stato affidato a noi consulenti del lavoro, ma ad oggi non è stata ancora predisposta la procedura”.

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