Rievocazione trebbiatura a S.Lucia di Perugia

 

PERUGIA – E’ tempo di trebbiature storiche, dopo quelle effettuate sui campi con le modernissime “mietibatte” dotate di lame per la falciatura delle spighe e l’immediata trasformazione in grano raccolto in enormi rimorchi e avviato ai silos delle aziende agricole o direttamente al molino per ottenerne la farina. Quelle storiche si svolgono in ampi spazi di campagna, magari vicino a una vecchia casa colonica o vicino a un vero e proprio museo di antiche macchine agricole all’aperto.

E’ il caso della trebbiatura del signor Paolo Rossi che da 18 anni organizza questa rievocazione chiamando a raccolta amici, ex contadini oppure ex macchinisti per azionare il vecchio trattore Landini, la trebbiatrice, la scala che porta la paglia al pagliaio e quella, più piccola, della “lolla”. “Mi piace farlo per far conoscere ai giovani questa antica tradizione della trebbiatura del grano che avveniva nell’aia della casa colonica e a cui partecipavano, a scambio, i vicini – dice con entusiasmo il signor Paolo Rossi (niente a che vedere con il calciatore, il cantante o le altre migliaia di omonimi -. Semino ogni anno sul mio campo vicino a Santa Lucia/Pian di Massiano, 30/35 chili di grano e al termine della trebbiatura ne raccolgo 6/7 quintali. Mi aiutano amici, conoscenti, appassionati di questa ormai tradizionale rievocazione”. Un signore fa eco a queste parole dicendo:”E’ una cosa vecchia che da giovani l’en fatta tutti. Adesso è n divertimento, ma alora eron fatighe, fatighe, fatighe. Adesso n divertimento, na festiciola è….”. E in questa festa c’erano proprio tutti gli elementi della trebbiatura vera: il padrone, la padrona, il fattore, gli addetti ai vari momenti della trebbiatura, le signore a servire il torcolino con il vinsanto o le bevute con acqua e vino fresco e poi un sempre gradito panino con la porchetta per chi ha lavorato e per i molti che hanno assistito. Tra i quali molti giovani, per la soddisfazione del signor Rossi, con un bambino all’opera, con un piccolo forcone ricavato da un ramo di un albero, a radunare la paglia con un gesto ancora incerto ma ricco di volontà.

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