Rifiuti, Css nei cementifici. Il M5S: “Serve ferma opposizione”

PERUGIA – Nel corso della seduta odierna dell’Assemblea legislativa dell’Umbria, nell’ambito della discussione delle interrogazioni a risposta immediata, i consiglieri regionali del Movimento 5
Stelle, Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari, hanno presentato il loro atto ispettivo alla Giunta per sapere “se e come la Regione si opporrà alle indicazioni di Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico) in merito alla volontà di utilizzare il combustibile solido secondario (Css) nei cementifici umbri e, potenzialmente, in altre aziende energivore”.

Illustrando l’atto in Aula Liberati ha chiesto “se davvero l’Esecutivo intenda seguire le contraddittorie indicazioni della locale maggioranza di Gubbio per la quale la discarica di Colognola andrebbe addirittura ampliata – decisione assunta senza un quadro programmatico sia tecnico che ambientale – considerando invece che, nell’anno corrente, la medesima discarica ha pressoché già raggiunto la volumetria limite autorizzata. Gubbio è una realtà notoriamente in forte sofferenza e non può diventare l’immondezzaio dell’Umbria”. Liberati ha poi ricordato che “l’Auri
sta perorando l’uso del Css – materiale composto di plastiche e altri elementi particolarmente tossici, combustibile solido secondario che è la frazione secca non riciclabile di rifiuti urbani e industriali asseritamente non pericolosi – proprio mentre in Umbria la raccolta differenziata sta migliorando, con decrementi significativi di conferimento nelle discariche. Dati ulteriormente migliorabili se solo si puntasse con forza e risorse a rinnovare l’impiantistica, al massimo recupero di materia, imponendo ancora inferiori percentuali di scarti ammessi. Infine, esiste pure il rischio di rilascio degli inquinanti negli ambienti interessati dai prodotti cementizi, incluse le nostre case, visto pure che le norme sulla qualità del cemento non contengono limiti di concentrazione per le sostanze chimiche, fuorché il cromo VI, il cloro e i solfati”.

L’assessore Fernanda Cecchini ha risposto che “stiamo commentando un atto di cui la Giunta non ha ancora preso visione. La bozza del Piano di ambito regionale è attualmente in partecipazione con i comuni che stanno mettendo a disposizione le loro osservazioni proprio in questi giorni. Il piano d’ambito regionale dovrà fare sintesi dei quattro ambiti che fin qui hanno rappresentato l’interlocuzione, le linee guida e la modalità di gestione dei rifiuti in Umbria, facendo in modo che attraverso una ricognizione dell’impiantistica, della gestione complessiva dei rifiuti si possa avere
un quadro regionale. Naturalmente il piano  si pone anche l’obiettivo di prefigurare scenari che riguardano la gestione, visto che la Regione non è un ente di gestione. Il Piano d’ambito regionale va a declinare il Piano regionale rifiuti vigente, individuando una impiantistica adeguata utilizzando le migliori tecniche a disposizione per applicare anche in Umbria la gerarchia dei rifiuti prevista dalla normativa europea che vuole massimizzare la trasformazione e l’utilizzo, la produzione di energia combustibile e il riciclo, e minimizzare il conferimento in discarica. E in Umbria stiamo andando in questa direzione: abbiamo ridimensionato dal 2010 poco meno del 40 per cento del conferimento in discarica, abbiamo aumentato molto la raccolta differenziata. Il piano d’ambito indicherà anche con quali impiantistiche e dove si potrà produrre con Css, perché per bruciarlo prima bisogna produrlo e questo vuol dire impianti molto più moderni per far sì che quella parte secca di cui parliamo possa avere le caratteristiche di combustibile che tra l’altro non essendo un rifiuto può liberamente spostarsi nel territorio nazionale. Utilizzarlo attraverso accordi fuori
regione è una volontà politica, non sta scritto da nessuna parte. Non mi risulta dalle informazioni che ho che ci sia alcun impianto, alcuna cementeria in Umbria autorizzata per utilizzare il Css. Quindi parliamo di scenari che non ci sono. Per quanto riguarda la discarica di Gubbio ricordo che il Piano regionale vigente individua tre discariche che hanno un futuro. L’Amministrazione di Gubbio ha fatto richiesta non di un ampliamento ma di un utilizzo della parte residuale. Richiesta che gli uffici valuteranno se sia compatibile o meno”.

Nella sua replica Liberati ha parlato di “una risposta ambigua, cavillosa e poco comprensibile. Il comune di Gubbio si è espressa contro l’ipotesi di far incenerire questo materiale in loco. Chiedo una forma di coordinamento per ascolta le richieste dei cittadini”

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