Terni, cocaina purissima per la movida: in manette “Timmy”. Sequestrato oltre mezzo chilo di droga. La stessa aveva mandato in overdose un giovane reatino

TERNI – “Timmy” – questo lo pseudonimo dello spacciatore – aveva messo in piedi un vero e proprio mercato di cocaina purissima. Cocaina che aveva persino mandato in overdose un giovane reatino, trovato e salvato per miracolo a fine giugno in viale Brin dagli uomini della Squadra Volante. In quell’occasione era stato denunciato in stato di libertà un tunisino del 79. Era stato lui a fornire al giovane reatino lo stupefacente che gli aveva poi causato un malore quasi fatale.

L’operazione di lunedì mattina scattata dopo controlli e pedinamenti ha portato in carcere un cittadino albanese del ’79. Un soggetto ad elavata pericolosità sociale, gravato da molteplici precedenti per reati in materia di stupefacenti e più volte tratto in arresto e sottoposto a misure cautelari in carcere nell’ambito di indagini svolte dalla Squadra Mobile.

Il giovane è stato beccato venerdì sera con oltre mezzo kilo di cocaina suddivisa in vari involucri oltre a materiale per il  taglio ed il confezionamento dello stupefacente.

Iniziano quindi gli appostamenti da parte degli uomini della sezione antidroga della Squadra Mobile diretta dal Vice Questore Aggiunto Dr. Alfredo Luzi.droga

Nei pressi dell’abitazione dell’abanese c’è un via vai troppo assiduo di persone. I sospetti che all’interno dell’abitazione lo straniero avesse messo in atto una vera e propria centrale dello spacci, trovano presto conferma.

Nel corso del bliz operato dagli agenti della Polizia di Stato è stata effettuava una perquisizione domiciliare, estesa ad un ciclomotore con cui si muoveva lo spacciatore. Proprio ben nascosti nello scooter sono stati trovati gli involucri di stupefacente e un bilancino di precisione .

L’albansese – proprio per la sua personalità criminale – è stato sottoposto alla  misura di prevenzione della Sorveglianza Speciale della P.S con Obbligo di  soggiorno nel Comune di Terni, aggravata dall’obbligo di presentarsi all’autorità  di Pubblica Sicurezza tre giorni alla settimana.

La droga sequestrata – secondo gli agenti – sarebbe stata destinata al consumo locale.

Rispetto alla posizione dell’arrestato sul territorio nazionale, è emerso che nel 2015 gli era stato rifiutato il permesso di soggiorno e personale dell’Ufficio Immigrazione lo aveva accompagnato al CIE di Bari dove lo stesso, per evitare l’espulsione in Albania,  aveva fatto richiesta di asilo politico ottenendo un permesso di soggiorno fino alla definizione del relativo  procedimento e dell’esito dell’eventuale ricorso.

 

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