Terremoto, 10 mila cantieri privati in 2 anni: Norcia danni per 1,1miliardi di euro

I danni del terremoto del 2016 che danneggiò intere comunità del Centro Italia sono ancora evidenti con una ricostruzione che ha registrato forti ritardi. Ora, dopo sei anni, c’è un quadro completo dei danni pari a 26,5 miliardi di euro. Danni notevoli che richiedono investimenti importanti da parte dello Stato. Finalmente abbiamo anche un quadro dei danni dei singoli comuni interessati dal sisma di sei anni fa. Lo ha presentato il commissario straordinario Giovanni Legnini, in un rapporto aggiornato, alla vigilia del sesto anniversario della prima scossa di terremoto che il 24 agosto 2016 distrusse Amatrice, Accumoli, Arquata del Tronto e altri piccoli borghi, provocando la morte di 303 persone. Dal rapporto emerge che Amatrice è il comune con i maggiori danni, oltre 1,3 miliardi di euro, seguita da Camerino con 1,2 miliardi e da Norcia con 1,1 miliardi. Cifre impressionanti che documentano i gravissimi danni riportati dal patrimonio pubblico e privato, dagli edifici di culto e dal patrimonio culturale del territorio. Legnini però assicura che la ricostruzione sta entrando nella “fase matura”. Negli ultimi due anni sono stati aperti diecimila cantieri di edilizia privata che al giugno scorso ha fatto registrare 22.700 richieste di contributo. Sul fronte degli interventi pubblici, sono 365 le opere terminate ed altre 315 sono oggi in fase di cantiere. ” Risultati che solo un difficilissimo contesto esterno, segnato dalla pandemia, dall’esplosione dei prezzi, dalla saturazione del mercato edilizio, dalle conseguenze della guerra, ha impedito fossero ancora più consistenti”, ha sottolineato il commissario Legnini. Negli ultimi due anni le richieste sono raddoppiate e i contributi concessi triplicati. I cantieri privati completati sono 7.256, con la riconsegna alle famiglie di 16.520 singole unità immobiliari, il 92% di tipo residenziale e l’ 8% a carattere produttivo. I cantieri autorizzati oggi sono circa sette mila. Resta comunque il fatto che a sei anni dal terremoto la maggior parte dei cittadini si trova ancora nei prefabbricati, come a Norcia, con grandi disagi e inconvenienti, soprattutto per gli anziani che rappresentano la gran parte della popolazione di questi territori.