Umbria ,deceduti due ragazzi di 17 e 23 anni ( estranei al virus). Bloccate le autopsie nonostante un’ indagine della magistratura.

Il Coronavirus blocca anche le autopsie. Il virus non porta rispetto nemmeno a chi deve fare i conti con la tragedia più grande che possa capitare ad un genitore. E’ la storia di due famiglie umbre che , nel giro di poche ore, hanno perso i propri figli. La prova più dura che una coppia possa affrontare nella vita. Nessun genitore si aspetta di sopravvivere ai propri figli, è qualcosa di particolarmente straziante. La perdita di un figlio è come se fermasse il tempo: si apre una voragine che inghiotte il passato e anche il futuro. Due famiglie umbre impotenti, costrette anche ad aspettare per la sepoltura . Sono due ragazzi deceduti in queste ore di 17 e 23 anni, entrambi estranei al coronavirus . La storia viene raccontata oggi dal quotidiano ” La Nazione “, dai giornalisti Erica Pontini e Sara Minciaroni. Per il 17 enne , stroncato da una malattia, c ‘ è una indagine della magistratura dopo una denuncia presentata all’autorità giudiziaria. L ‘autopsia era prevista per ieri mattina ma il medico legale nominato dalla Procura della Repubblica di Perugia, Sergio Scalise, è stato costretto a rinunciare alle operazioni peritali a causa dell’emergenza da Covid-19 , in quanto nelle sale dove vengono eseguite le autopsie non esistono al momento le condizioni di sicurezza necessarie. Stessa sorte per Gianluca Stefanelli, 23 anni, talento del rally, apparentemente in ottima salute come tutti gli sportivi. E’ morto giovedì sera, poco prima di cena, mentre guardava la Tv con la madre nella casa di Magione. E’ stato colto all’improvviso da un malore, una morte inspiegabile. ” Noi abbiamo bisogno di capire come è morto nostro figlio, non solo per darci una spiegazione ma anche perchè se si è trattato di un un problema cardiaco congenito dobbiamo tutelare l’ altro nostro figlio e attivarci se ci sono accertamenti da svolgere “, così spiega a La Nazione il padre Carlo Stefanelli. Gianluca studiava informatica all’ Università di Perugia, era  – secondo gli amici – davvero un ragazzo straordinario. ” I medici del 118 sono stati straordinari, li abbiamo visti fare l ‘impossibile per cercare di salvare Gianluca “, sono le ultime parole di papà Carlo straziato dal dolore.