Umbria smart; agenda urbana, presentato rapporto Smart city index: Paparelli: “Dati incoraggianti, l’umbria guadagna posizioni a livello nazionale ”

PERUGIA –  “I primi risultati emersi dal Rapporto sull’attuazione dell’Agenda urbana in Umbria, che hanno portato i capoluoghi di provincia a guadagnare posizioni nella classifica nazionale,  sono incoraggianti. Nonostante le difficoltà iniziali, legate al lavoro di coprogettazione e copianificazione degli interventi fra  Comuni e  Regione,  oggi  abbiamo raggiunto un terzo di realizzazione del lavoro programmato e siamo vicini  a centrare i traguardi della riserva di ‘performance’ fissati per il 31 dicembre 2018 sull’avanzamento della spesa sostenuta, l’attuazione fisica delle azioni sull’Illuminazione pubblica ed il risparmio energetico e sulle infrastrutture di mobilità sostenibile”: lo ha detto il vice presidente della Giunta regionale dell’Umbria e assessore alla Agenda urbana, Fabio Paparelli, intervenendo alla presentazione del rapporto Smart City Index,  illustrato, oggi,  a Palazzo Donini,  da   Marco Mena, (EY Advisory spa). Presenti il direttore regionale alla programmazione e Agenda digitale Lucio Caporizzi, il dirigente Carlo Cipiciani del servizio programmazione generale della Regione Umbria   ed i coordinatori di  Agenda urbana di Città di Castello, Foligno, Perugia e Terni che hanno fatto il punto sullo stato di attuazione del programma nelle rispettive città .

   “L’Agenda urbana – ha aggiunto Paparelli  – rappresenta una sfida: non più interventi di natura esclusivamente infrastrutturale, ma anche interventi di natura più immateriale e innovativa, seguendo un’idea di fondo che potremmo sintetizzare con lo slogan ‘non più progetti nella città, ma progetti per la città’. Idee e iniziative che mettono al centro  residenti,  pendolari, gli studenti,  turisti,  con le loro esigenze e i loro bisogni. In questo quadro lo Smart city index  regionale – ha ricordato Paparelli-, finanziato con risorse dell’assistenza tecnica del POR FESR 2014-2020, costituisce un approfondimento di quello nazionale in cui sono già inclusi i due Comuni capoluogo dell’Umbria. Si tratta – ha proseguito l’assessore –  di uno strumento di monitoraggio e valutazione a disposizione della Regione sugli impatti delle politiche adottate e per conoscere le dinamiche innovative del territorio, permettendoci di riflettere sui punti di forza da valorizzare e sulle criticità da superare. L’Agenda urbana dell’Umbria – ha ricordato Paparelli – interessa  le città di Perugia, Terni, Foligno, Città di Castello e Spoleto e prevede uno  stanziamento di oltre 35 milioni di euro da destinare ad interventi per la mobilità sostenibile, i servizi digitali, l’efficientamento energetico e funzionale dei sistemi di illuminazione pubblica, per potenziare gli attrattori culturali e per interventi di carattere sociale, con particolare attenzione al tema dell’inclusione”.

   Nel fare il punto sullo stato dell’arte Paparelli ha affermato che i primi risultati si stanno ottenendo nell’ambito della illuminazione pubblica. In tutte le città coinvolte sono in via di realizzazione  interventi di risparmio ed efficientamento energetico  con l’istallazione di circa 7mila “pali intelligenti”, di cui oltre 2500 solo nel capoluogo regionale. Si stanno inoltre realizzando  interventi infrastrutturali di back office che consentiranno la fruizione di diversi servizi on line ai cittadini già nel 2019, mentre in materia di mobilità sostenibile, stanno concludendosi alcuni interventi di mobilità alternativa dolce, in particolare, l’implementazione di velostazioni di collegamento e completamento e ampliamento di piste ciclabili,  di varchi elettronici o altre azioni legate alla gestione intelligente dei trasporti.

Per quanto riguarda la valorizzazione degli attrattori culturali si stanno attuando interventi di miglioramento  tecnologico  a servizio dei cittadini e  per l’inclusione sociale.

     “Ora – ha affermato l’assessore – occorre un ultimo sforzo di Regione e Comuni per raggiungere gli  obiettivi che ci siamo dati entro il 31 dicembre. Per il futuro è  inoltre necessario ripartire da un approccio territoriale integrato ed una maggiore contaminazione tra le città”. Per accrescere le competenze tecniche necessarie a guidare la prossima fase di attuazione di Agenda Urbana per l’Umbria Paparelli ha infine annunciato l’attivazione laboratori formativi per tecnici dei Comuni coinvolti per far crescere  cultura, competenze e professionalità che siano in grado di riorientare concretamente le scelte e le azioni programmate.

   “In Umbria abbiamo notato un grosso miglioramento rispetto al nostro benchmark  nazionale sulle Smart City dei capoluoghi di provincia – ha detto Marco Mena (EY Advisory). Rispetto alla precedente rilevazione Perugia ha guadagnato diciotto posizioni e Terni venti. C’è stato un grosso balzo, anzi forse l’Umbria è la regione che ha guadagnato di più. Ovviamente i comuni più piccoli sono un po’ più arretrati, ma si tratta di un dato che  l’Umbria condivide con le altre regioni italiane – ha aggiunto. C’è un ritardo  meramente temporale dovuto al fatto che alcune innovazioni partono dalle città più grandi, si sperimentano lì, e successivamente si diffondono nei centri più piccoli che hanno meno problemi, sono meno complessi e quindi hanno meno bisogno di servizi digitali per i cittadini.  Quello che emerge dal Rapporto – ha proseguito Mena –  è che l’Agenda urbana,  al di là dei  risultati dei singoli interventi  che magari  non sono ancora ultimati e quindi sono difficilmente rilevabili dagli indicatori,  ha creato una consapevolezza, una abitudine a pianificare, spingendo anche i Comuni più piccoli a pensare in una ottica smart. Per realizzare l’Indice abbiamo utilizzato 285 indicatori, che sono  una selezione dei circa 450 dello Smart Index nazionale, e sono stati raccolti anche  grazie  all’aiuto dei Comuni, in particolare quelli piccoli,  che non avendo l’Istat come fonte dati che esiste nei Comuni capoluogo sono stati bravi a raccogliere i dati sulla mobilità, sulle altre infrastruttura e ciò ci ha permesso di completare la base dati perché è la prima volta – ha concluso –  che dei comuni non capoluogo vengono letti con questo indicatore”.

 “L’Agenda urbana – ha detto il direttore regionale Lucio Caporizzi introducendo  i lavori – è un asse strategico del Por-Fesr 2014-2020  ed è un obiettivo strategico  della Unione Europea che ha preso  atto del ruolo importante delle città come elemento trainante per lo sviluppo dell’innovazione  e della sostenibilità dei territori. In questo quadro lo Smart city index che presentiamo oggi  rappresenta uno strumento importante, una sorta di ‘cruscotto strategico’  per la valutazione e l’adozione di scelte e delle azioni da compiere nella costruzione delle Smart city. Ciò anche in prospettiva del nuovo periodo di programmazione comunitaria 2021-2027 nell’ambito del quale l’Unione europea ha ribadito il ruolo strategico della dimensione territoriale degli interventi”.

“Le indicazioni che ci arrivano dallo Smart city index – ha detto Carlo Cipiciani – ci consentono di avere  contezza dei punti di forza su cui puntare per sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla programmazione europee, così da costruire i programmi capaci  di aumentare il benessere nelle nostre città e renderle  più attrattive e  sostenibili”.

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