Giano, nella Repubblica di Frigolandia torna il Thanksgiving Day

GIANO DELL’UMBRIA – Sabato 26 novembre torna nella Repubblica di Frigolandia (www.frigolandia.eu) il Thanksgiving Day, il celebre Giorno del Ringraziamento. “Siamo gli unici in Europa a onorare questa ricorrenza – spiegano dal centro di arte e cultura di Giano dell’Umbria – da quattro secoli una festa tradizionale negli USA e in Canada che ricorda l’accoglienza che gli indigeni canadesi riservarono ai padri pellegrini del Mayflower, approdati sulle coste di quella regione dopo un avventuroso e tragico viaggio tra le terribili tempeste dell’Atlantico”. Perseguitati in Inghilterra, i Pellegrini raggiunsero infatti le coste americane l’11 novembre del 1620: sarebbero morti tutti di fame, ma si salvarono grazie alla generosità dei nativi, che li nutrirono con minestre di zucche e di fagioli (all’epoca sconosciuti in Europa). E saranno proprio questi i principali ingredienti – in tavola – di un appuntamento che torna per l’ottavo anno consecutivo ad animare la “Repubblica Marinara di Montagna” in terra umbra, con musica, performance e convivialità.

L’iniziativa di sabato, rigorosamente ad ingresso libero, sarà anche l’occasione per lanciare la campagna “Passaporto di Frigolandia 2017”, che come sempre costerà 100 euro e darà diritto a sette giorni (anche non consecutivi) di alloggio nella Repubblica (sede del Museo dell’Arte Maivista e delle riviste Frigidaire e Il Nuovo Male, dirette da Vincenzo Sparagna). “Mangeremo insieme lo stesso cibo offerto dagli indios ai padri pellegrini – spiegano gli organizzatori – zuppe di fagioli e polenta di mais. Ma chi vuole… può portare doni: riso, vino, caffè, tortillas o tacchino. Ci si potrà esibire in musica e arti varie sul palco del nostro “Teatro Naturale di Oklahoma” nel magnifico bosco di tigli, querce e abeti. Tutti sono invitati a portare quello che possono per rendere più ricca di sapori e saperi la giornata”. Il Thanksgiving Day di quest’anno “ha un valore speciale – sottolineano da Frigolandia – perché è un richiamo alla radice profonda del sogno americano che sembra oscurato, visto che l’elezione del miliardario Donald Trump alla presidenza USA è stata ottenuta agitando lo spettro dell’invasione dei migranti. Cosa davvero paradossale in un paese nato dalla più straordinaria e difficile fusione di razze e culture di tutto il pianeta. La verità è che un vento velenoso di odio soffia sul mondo: la crescita del capitalismo globale, pur allargando alcuni benefici del consumismo a paesi che ne erano esclusi, ha in realtà aumentato le distanze tra ricchi e miserabili, prodotto guerre, barbarie e fanatismi che costringono all’esodo centinaia di milioni di persone. Contro questa catastrofe il nostro piccolo e allegro Thanksgiving Day è un appello alla fraternità, un inno alla pace e all’amicizia tra i popoli, che non dimentica le differenze, ma neppure smarrisce la sola via possibile per la salvezza del genere umano: la consapevolezza che viviamo tutti, donne e uomini, piante ed animali, sotto un unico cielo”.

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