Nando Mismetti, presidente della Provincia di Perugia

PERUGIA – Dopo qualche giorno di relax, trascorso nella sua Foligno, Nando Mismetti torna al lavoro. Ad aspettarlo diversi dossier nella sua Foligno, ma non mancano le problematiche anche in quello che dal 12 ottobre 2014 è il suo nuovo incarico, quello di presidente della Provincia di Perugia.

Presidente Mismetti, poco meno di un anno fa veniva eletto presidente della Provincia. Che anno è stato? Sulla sua scrivania ha trovato solo gatte da pelare?

Mi aspettavo che fosse complicato, ma non certo così tanto. In Provincia c’è però un patrimonio professionale enorme che potrebbe essere una grande opportunità per i Comuni, che stanno attraversando anche delle difficoltà dal punto di vista delle risorse umane. La fase che viviamo è di trasformazione della Provincia, da ente di primo livello ad una realtà di secondo livello. Un fatto positivo sulla carta, che va verso la semplificazione. In questo momento però siamo in mezzo al mare.

E com’è la navigazione? E soprattutto dove va?

Dobbiamo diventare un ente di secondo livello ma ancora competenze e personale sono tutti in capo a noi parallelamente ai tagli della legge di stabilità. In questo modo andiamo incontro ad una sofferenza a livello di qualità di servizi come scuola e strade. Si stanno però aprendo spiragli per riuscire a predisporre il bilancio di previsione 2015, ma qualche problematica relativa non alla riforma ma agli elementi che dovevano accompagnarla rimangono. La riforma è fatta bene ed è utile sul fronte della semplificazione. Va però accompagnata da degli strumenti, al momento non adeguati, e dalle giuste tempistiche. Per il riassorbimento di tutti i dipendenti da ricollocare (500 su 1.000) servirebbe tutto il 2016.

Con la nascita delle città metropolitane l’Umbria rischia qualcosa?

Il rischio chiaro è la marginalizzazione. Di fronte a realtà con milioni di abitanti il peso di province come Perugia o Terni potrebbe venir meno. Le realtà provinciali però rappresentano il 70 per cento della popolazione. Per far fronte a questa situazione la strada è un coordinamento delle Province. Creando una realtà che da noi includa le Marche e l’Umbria ma anche Rieti e Viterbo insieme ad Arezzo e Siena potremmo far sentire la nostra voce.

Ha citato difficoltà nei servizi come la scuola e le strade. Sulla scuola ha proprio inviato una lettera ai dirigenti scolastici in cui allertava sulla possibilità che potrebbero non esserci i soldi per il riscaldamento. All’inizio della scuola manca poco, è cambiato qualcosa?

La scuola rientra nei servizi fondamentali e, visti gli spiragli di cui parlavo relativi al bilancio, posso comunque dire che il minimo verrà garantito. Nella lettera è chiaro che c’era una componente di stimolo per una situazione indubbiamente difficile.

 

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