“Roma: Città dell’Angelo”, 80 immagini di un’inedita città eterna

PERUGIA – “Le foto di Roma vogliono riprodurre sulla carta sensibile, le vibrazioni e le impressioni che le luci, uniche e particolari della città, suscitano nel visitatore meravigliato e stordito. Il reale scompare e appare l’irreale”. Con queste parola Giorgio Cutini presenta la sua Mostra “Roma: Città dell’Angelo”, il cui vernissage è fissato per sabato 30 settembre alle ore 17,30 presso la Galleria Artemisia di Perugia. La Mostra si potrà visitare fino a sabato 21 ottobre, dal martedì al sabato dalle 10 alle 13 e dalle 16,30 alle 19,30. Un appuntamento da non mancare per l’originalità dell’evento e per il titolo intrigante.

Ottanta immagini che ci restituiscono un’immagine della città eterna diversa: “In queste foto il grigio sommato ai riflessi di luce, descrive la Roma del sogno e dell’affabulazione, la magia di un pensiero, il piacere di un incontro inatteso e insolito – spiega Cutini – La città non è abitata da esseri umani, ma da ombre e da visioni, la realtà diventa sogno in un concatenarsi d’immagini che invitano verso l’ignoto e il mistero dove si percepiscono i rumori dell’aria, i fruscii delle foglie degli alberi e del vento tra i rami dei pini, che insieme ai personaggi marmorei, si trasformano in fantasmi. E’ il racconto di una città in cui si possono ritrovare frammenti d’immagini che permettono di recuperare la sua storia, il suo misticismo, il suo fascino e il suo profumo”.

Giorgio Cutini è nato a Perugia nel 1947 e vive ad Ancona. Svolge attività di chirurgo ma la sua passione è la fotografia. Fondamentale per la sua formazione fotografica e artistica è stato l’incontro con Ugo Mulas, momento in cui si è avvicinato al mondo delle arti figurative collaborando alla pubblicazione di numerose monografie, volumi, e cataloghi di autori contemporanei. Di questi contatti avvenuti nel periodo della sua formazione e che lo hanno portato in prima istanza a diventare un collezionista e conoscitore dell’arte e degli artisti contemporanei, sono rimaste tracce indelebili, contaminazioni, tutto un bagaglio di esperienze, ricordi, emozioni che è sfociato nella necessità di esprimersi in prima persona. Importante per la sua vicenda artistica è stata la frequentazione assidua nell’ambito dello storico gruppo di fotografi del Centro Studi Marche, di Mario Giacomelli, Gianni Berengo Gardin ed Enzo Carli.

Foto Giorgio Cutini

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