Cronache dal terremoto: è edificante , come italiani, sentirsi rappresentati, agli occhi del mondo, da migliaia di persone che stanno in scena senza abbandonarsi a sceneggiate.

Tra le centinaia di notizie che in questi giorni scandiscono il terrificante incedere del terremoto proviamo a cogliere alcuni aspetti positivi che, come italiani, ci inorgogliscono.

Al di là del dramma di migliaia di persone costrette ad abbandonare case e paesi diroccati emerge la dignità di popoli (umbri, marchigiani, abruzzesi, laziali) che stanno in scena senza abbandonarsi alle sceneggiate. Gente che soffre virilmente, che magari piange senza strillare o inveire, che guarda in faccia la crudeltà del destino e rilancia sfide intrise di temperamento e coraggio. Le interviste volanti rilasciate a tutte le televisioni seriamente impegnate sui luoghi dei disastri portano nelle nostre case le immagini di uomini e donne che non si lasciano sopraffare dall’isteria e che , superando la desolazione del presente, manifestano la sana volontà di immaginare il futuro. Uomini e donne che, seppur messi all’angolo dall’oscura ferocia del sisma, si guardano bene dal gettare la spugna.

Uomini e donne, aggiungiamo, che testimoniano il profondo spirito della solidarietà umana perché, fuoriuscendo dalle angosce individuali, si impegnano per porsi al servizio di tutti, come fanno quelli- parecchi- che si sono trasformati da terremotati in volontari.

Questa Italia è il volto buono di un Paese per mille versi ferito e non solo dalle bizzarrie di una natura in questi casi matrigna.

E’ bello, come italiani, sentirsi rappresentati, agli occhi del mondo, simboli così edificanti.

Gianfranco Ricci

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