DIS…CORSIVO. I PACCHETTI (LOCALIZZATIVI)

NOSTRADAMUS di Maurizio Terzetti / Non nascondo che la prima impressione davanti a quel significante linguistico è stata di una consapevolezza demoralizzante circa l’evoluzione della lingua italiana che si deve al linguaggio del marketing territoriale. Noi dobbiamo e dovremo molto, a vari livelli, alla forza di analisi e alle aperture di credibilità che il marketing territoriale porta con sé. Mentre, però, l’espressione “pacchetti localizzativi” risulta spendibile fra addetti ai lavori, nelle riunioni fra tecnici, mi pare che il suo uso come attrattore culturale oltre la sfera aziendale e produttiva non possa andare, rischiando un fallimento certissimo.

Leggo che quell'espressione è stata usata, in maniera molto propria, durante il ricevimento della delegazione cinese di altissimo livello che potrebbe convincersi a impiantare a Corciano un insediamento della multinazionale Hollysys, azienda leader nel settore dell’automazione industriale per la farmaceutica e la meccanica, dell’energia e dell’elettronica applicata agli apparati di controllo per la mobilità ferroviaria. Lo farà – è stato detto – se i “pacchetti localizzativi” che l'Umbria potrà mostrare saranno efficaci e attrattivi sotto molti punti di vista, sicuramente se lo saranno più di tante altre realtà locali italiane in cerca di rilancio industriale. La competizione, terminata in un certo contesto, si riapre su un altro fronte e temo che, negli anni a venire, specie se avanzerà il progetto di ridisegnare con undici macro regioni la geografia nazionale, tenderà a riproporsi in maniera esponenziale rispetto a oggi.
Oggi, rileggendo la cronaca di quel ricevimento dell'amministratore delegato della Hollysys, sembra di essere ancora agli inizi. Oggi, che con la conclusione della vertenza dell'Ast ci lasciamo alle spalle uno dei capitoli più difficili degli insediamenti industriali vecchio stile, attraverso le parole dell'amministratore delegato signor Baiquing Shao entriamo con grande evidenza in un mondo di relazioni industriali planetarie nel quale i passi si fanno con molta più circospezione, tali per cui, in ogni caso, si dovrebbe capire sul nascere, nell'interesse di capitale e occupazione locali, se i progetti hanno un futuro o sono solo, di nuovo, tappe e segmenti di di audaci manovre nella finanza internazionale anziché ipotesi fondate sul piano della produzione vera e propria.
Dal punto di vista dell'investitore, una cosa è certa: se i “pacchetti localizzativi” non sono più che all'altezza della situazione, la partita si chiude presto, non appena cioè mister Shao, di ritorno a Pechino, scarta i suoi cadeaux e fiuta la qualità dei contenuti. Oggi sembra entusiasta, quanto può esserlo, si capisce, un cerimonioso cinese globalizzato: “Dodici anni fa da turista ho visitato Roma apprezzando la cultura e lo stile italiano. Sei mesi fa ho conosciuto l’Umbria ed ho incontrato imprenditori che mi hanno fatuto scoprire tecnologie avanzate sulle quali avviare future collaborazioni. Ciò in sintonia con la mission della Hollysys, una delle più grandi aziende di automazione in Cina. Stiamo provvedendo alla costituzione della società italiana ed abbiamo la volontà di investire in Umbria. I tre caratteri cinesi che compongono il nome Hollysys riassumono la filosofia aziendale: giusto tempismo, nel giusto luogo, con le persone giuste. Abbiamo dunque bisogno anche di poter contare su tutti gli attori locali, per poter condividere l’espansione dell’azienda e delle esperienze più avanzate”.
Mister Shao, insomma, non è più un turista e quando parla di “giusto luogo” ha in mente parametri identificativi del sito che, probabilmente, con tutto hanno a che vedere meno che con i colori e i sapori dell'Umbria. Chissà, invece, per quella sua filosofia, quali caratteristiche “appropriate” di un luogo devono balzargli agli occhi per eleggere quel luogo a sede italiana della sua azienda! Passi per il tempismo e per le persone: lì si dà per scontato che la managerialità locale sappia il fatto suo e che abbia le giuste relazioni imprenditoriali e finanziarie per continuare a dialogare proficuamente con la Hollysys. Il luogo appropriato, invece, dovranno costruirlo – perché non è detto che già oggi ci sia – tanto le amministrazioni locali quanto una serie di fattori, dal costo del lavoro a quello dell'energia, che si generano per scelte nazionali. Servirà tutto il senso della comunità locale – perché di questo sto parlando – a convincere un'azienda multinazionale a liberarsi della sostanziale indifferenza per la storicità dei siti europei che sottostà al concetto di “giusto luogo”? Me lo auguro, nella convinzione, però, che meno i “pacchetti localizzativi” saranno artefatte e ibride costruzioni di storia e territorio, ma veri palcoscenici per tutti gli attori richiamati da mister Shao, più aumenteranno le possibilità di successo.

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