DIS… CORSIVO. TRIPONZO: L’EROICO RIMEDIO DELLO ZOLFO

NOSTRADAMUS di Maurizio Terzetti / Feliciano Patrizi-Forti, nel 1869, scriveva nelle “Memorie storiche di Norcia”: “A’ nostri giorni vanno giustamente acquistando celebrità le acque termali del castello di Triponzo; né dopo l’analisi chimica che operavane il chiarissimo Prof.

Sebastiano Purgotti da Perugia potrebbesi revocarne in dubbio la loro natura eminentemente medicamentosa”. In ambiente post-unitario, si tentava il rilancio delle Terme che, però, già nel 1825, come scrive il Riccardi, erano frequentate a dispetto delle difficoltà per accedervi. La natura, a Triponzo, si era sempre eretta a protezione del luogo magico delle terme, ma sempre l'uomo aveva tentato di raggiungere il sito per godere dei benefici di quei “bagni”. Scrive, infatti, sempre il Riccardi: “Ivi restano ancora i vestigi di fabriche de' bassi tempi, dalle quali si vede che in molti siti erano dispersi bacini di bagno”.
Provando a ricostruire la storia delle Terme, il Patrizi-Forti aggiungeva qualche notizia un po' più dettagliata non senza discostarsi da origini leggendarie del sito: “Il caso forse fu quello che ne rivelava la intrinseca vertù; ma non potrebbesi precisare il tempo in che la fortunata discoperta avvenisse. Certo è però che nell'anno 1488 se ne erano accertate le salutari proprietà; imperciocché avesser gà preso la denominazione di Bagni di Triponzo, de' quali a scopo di pubblica utilità divenne proprietario il Comune di Norcia per vendita che glie ne faceva un Colantonio di Giovanni di Stefano mediante solenne istromento celebrato a' 14 ottobre del medesimo anno per gli atti del Notaio nursino Sertorio de' Quarantotti, al prezzo di fiorini 151, alla ragione di bolognini quaranta per ogni fiorino”.
Poi, però, accade qualcosa che lo storico non riesce a documentare, ma che porta al degrado e all'abbandono delle terme, senza, però – commenta Patrizi-Forti – che il fatto si debba imputare, anche solo come sospetto, alla “nursina repubblica”.
Di tanti alti e bassi è fatta, dunque, la storia delle Terme di Triponzo, che sono a un passo – qualche mese, la primavera del prossimo anno – dalla rinascita. Le tante traversie subìte nei secoli per impiantare in un contesto ambientale così difficile uno stabilimento dispensatore di “sollievo” tanto efficace a molte malattie dovranno avere insegnato, alla fine, che quella di Triponzo non è un'impresa come le altre. Per l'Umbria, essa è uno specchio della propria capacità di non svendere un patrimonio ambientale e culturale nelle formule di un marketing generalista. Gioielli così delicati come Triponzo vanno fatti conoscere con parole che invitino al “sollievo” globale della persona che vi è ospite e denotino, insieme, il riscatto di aree molto povere e isolate. Le acque di Triponzo contengono zolfo: da esse sembra venir fuori l'inferno, invece la pelle se ne può rinnovare come salendo, con quei fumi, in un paradiso rigeneratore.

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