I feroci episodi di Alatri e di Vercelli riportano in scena l’immagine di una società che si sta abituando alla violenza e al terrore di subirla.

Due colpevoli….,dieci…venti….cento, due paesi in blocco processati per indifferenza e addirittura omertà. L’omicidio del branco ad Alatri (ucciso il ventenne Emanuele) e l’accoltellamento della signora di Vercelli (colpita Dal furore dell’ex marito) ci hanno ribattuto in faccia la ferocia della realtà sociale che sempre più caratterizza i nostri tempi. Ad Alatri per ora hanno messo in galera due balordi, ma altri sono sotto inchiesta perché l’assalto al povero ragazzo (che aveva tentato di difendere la sua fidanzata dalle insolenze verbali) è stato di gruppo o, se si preferisce, di branco. Ma, in aggiunta, nel mirino dei commenti c’è finito l’intero paese perché tanti, tantissimi ‘’spettatori’’ hanno assistito – da vicino o da più lontano- al massacro di quel ragazzo. Ma nessuno è intervenuto per placare la furia omicida. Anche le telefonate di allarme sono state tardive, tanto che i carabinieri sono arrivati solo quando il feroce delitto era compiuto. Tutta Alatri sul banco degli imputati? E’, certo, una provocazione, però è certo che i tanti che hanno assistito al pestaggio sono stati spettatori non paganti. Sono il sintomo di una crescente assuefazione sociale alla violenza?

Identico interrogativo per il fattaccio di Vercelli: un uomo tampona volutamente l’auto della ex moglie e, quando lei frena e scappa, la insegue dentro ad un portone e la colpisce con una ventina di coltellate. La lascia moribonda. Nessuno ha visto? No, no. Molti hanno partecipato (da lontano e silenziosamente) al crudele assalto. Sono stati intervistati questi testimoni…muti. Hanno detto di non aver avuto il coraggio di intervenire. Paura o, se si preferisce, istinto di conservazione. Uno degli intervistati, che ha visto tutta la scena dalla terrazzina di casa, ha ammesso: ‘’Quando ho capito cosa stava accadendo, mi sono ritirato in cucina e ho chiuso porte e finestre. Non volevo saperne…’’. Come lui decine di passanti si sono fatti…da parte.

Meritano indignata contestazione? O sono l’immagine plastica di un’epoca – la nostra – che si sta sempre più abituando alla violenza e al terrore di subirla?

RINGHIO

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