lunedì 24 aprile 2017 - aggiornato alle ore 17:14        

Il delicato momento che vive il Giornalismo in Italia. Rilievi e contestazioni, ma anche un gran desideri di più robusta credibilità.

PALAZZO_CESARONI

Giornali e giornalisti sempre più sulla scena di un dibattito che testimonia vitalità democratica, ma, al contempo, segnala anche le fragilità di un’informazione che troppo spesso viene accusata di correre dietro ad un frenetico bisogno di scooppismo, prescindendo perfino dalle regole delle verifica e della verità sostanziale. Amareggia francamente sentire le contestazioni che da più partiti (specialmente dal mondo della Politica e dell’Economia) vengono rivolte a chi fa cronaca. Succcede perfino che molto platealmente siano alcuni giornali a ritenere altri giornali colpevoli di taroccare e manipolare, volgendo le notizie ad uso e consumo delle esigenze di parte. Appare, agli occhi della pubblica opinione, una specie di jungla, nella quale sembra che ognun abbia urgenza di dire o scrivere qualcosa, non di rendere un servizi alla realtà dei fatti e al rispetto delle persone. In effetti non è tutto così. Però l’affollarsi dei rilievi negativi (irritati o strumentali) induce la gente ad elaborare convinzioni non esaltanti sui modi di fare cronaca. Tocca a noi, a tutti noi, migliorare un’immagine oggi un po’ ammaccata. La credibilità non la si impone, si conquista. Diciamo un cosa semplice e fondata: basterebbe applicare le norme professionali e deontologiche che l’Ordine dei giornalisti, con decisioni autonome, ha affidato a propri Codici. Capita, purtroppo, che tra il dire e il fare, si creino, talora, vistose lacune. L’Ordine, non da tutti apprezzato, un merito senza dubbio ce l’ha: detta l’autodisciplina a comportamenti che sarebbero, al contrario, imposti da altre Autorità esterne. Fondamentale è aderire alle indicazioni, non subirle. Riflessioni, queste, che si estendono anche alla stessa vita dell’Ordine, in fase di una indispensabile e più moderna Riforma che transita attraverso il Parlamento e rifluisce all’interno delle autonomie assegnate dalla legge alla Categoria.

Ci si muove proprio in queste settimane. I primi esiti si avranno nel giro di pochi mesi. Intanto, nel fervore delle in dispensabili attuazioni, il Consiglio Nazionale dei giornalisti italiani ha eletto il suo nuovo Presidente, chiamato a sostituire i dimissionario Enzo Iacopino. I’incarico è stat0 assegnato a Nicola Marini che, a breve, dovrà convocare le Elezioni per il rinnovo delle Assemblee di rappresentanza (Nazionale e Regionali). L’intenzione è di giovare alla Professione. L’auspicio è che ci si possa veramente riuscire.

Gianfranco Ricci

Facebooktwittergoogle_plusredditpinterestlinkedinmail

Lascia una risposta