Il male gratuito di oggi

Due recenti riflessioni, che “diagnosticano” la presenza diffusa di un “male”  e di un “veleno” nella nostra società, mi hanno particolarmente colpito lasciandomi estremamente preoccupato per il futuro dei nostri figli .

Si tratta di un post sul profilo facebook del professor Roberto Gatti, docente dell’Università di Perugia, e di un intervento del presidente dell’Acri Giuseppe Guzzetti, che voglio di seguito riportare.

Gatti così osserva nel suo post: “Il male attuale è gratuito, se così si può dire, il suo volto è senza espressione, i suoi occhi sono vuoti, il cervello non pensa, solo le mani agiscono, brutalmente. Si uccide e si fa violenza, spesso e volentieri, indipendentemente da ogni giustificazione se non quella di infliggere il male…. Il male, oggi, è solo diabolicoe tutti rischiamo di essere vittime o carnefici. La “nave dei folli” è diventata la società intera, almeno potenzialmente: basta un litigio al parcheggio sotto casa, un sorpasso, una parola storta. E allora, ecco, che d’improvviso l’oscuro demone che ci abita in questo mondo che sembra senza più senso scatta e colpisce, alla rinfusa”.

Guzzettiha chiuso così l’ultimo intervento istituzionale con  alcune riflessioni ad alta voce, in occasione della cerimonia della 94^ Giornata mondiale del risparmio: «Nella stagione che stiamo vivendo un veleno stainsinuandosinella nostra vita quotidiana e colpisce i gangli più delicati della nostra democrazia. È l’odio che spacca il Paese, come emerge da episodi che quotidianamente ci allarmano. L’odio non viene dal nulla. I bisogni reali non possono essere ignorati. Non vanno strumentalizzati, ma affrontati e risolti. Anziché percorrere la strada spesso difficile e impervia del confronto democratico, si preferiscono scorciatoie pericolose”.

Due “diagnosi”,di un uomo di cultura e di un uomo delle istituzioni, che convergono nell’individuare un processo che certamente non va verso una   convivenza pacifica, una società coesa e solidale,  una comunità guidata verso il perseguimento  del bene comune.

Quali le causee che cosa fare? Roberto Gatti, rispondendo ad una domanda di un interlocutore sullo stesso post, individua, tra le tante cause, la mancanza di formazione dei giovani ai principi della convivenza, aggiungendo che “i partiti potrebbero fare la loro partein questo, magari piccola, ma importante”. Concordando su questo con Roberto, rilevo anche come l’azione formativa debba attuarsi “solidalmente” a cominciare dalla famiglia, quindi dalla scuola, dalla Chiesa e da tutto l’associazionismo di ogni genere. Si deve invece constatare che purtroppocosì non avviene come ci si aspetterebbe, nemmeno da parte di tante famiglie. Grande delusione ci viene offerta anche dai partiti. A parte il fatto che ormai siamo in presenza  di soggetti politici  non più strutturati democraticamente come i partiti conosciuti tempo addietro, la maggior parte dei politici attuali, in gran parte privi di una storia e di una cultura di riferimento, mirano al tornaconto immediatopersonale o di parte,  rincorrendo il puro consenso elettorale, non esitando di porre in essere la denigrazione dell’altro, la violenza verbale, lo scontro esasperato, la supremazia indiscussa delle proprie idee e la conseguente intolleranza nei confronti di idee diverse. Se così è il comportamento dei politici, sia  soprattutto di quelli che sono nella maggioranza al governo, più contaminati dall’arroganza nella gestione del potere, che di quelli che sono in minoranza, difficilmente possono essere “formatori”di convivenza pacifica.

Alvaro Bucci

 

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