Il Parlamento europeo nel quarantennale della sua prima elezione diretta

Il Parlamento europeo, conosciuto anche come Europarlamento, è una delle”sette istituzioni” od organi dell’Unione europea. E’ l’unica istituzione europea eletta direttamente dai cittadini dell’Unione e quest’anno ricorre il 40° anniversario della sua prima elezione a suffragio universale diretto. Le altre istituzioni sono: il Consiglio europeo (composto dai Capi di Stato o di Governo degli Stati membri, dal suo Presidente e dal Presidente della Commissione. Definisce gli orientamenti politici generali dell’UE), il Consiglio o Consiglio dell’Unione europea (composto da un rappresentante di ciascuno Stato membro a livello ministeriale. Rappresenta i Governi dei singoli Stati membri, cui è assicurata a rotazione la presidenza. Esercita, congiuntamente al Parlamento europeo, la funzione legislativa e quella di bilancio. Ha poteri di definizione delle politiche e di coordinamento), la Commissione europea o Commissione (composta da cittadini degli Stati membri designati dagli Stati stessi e scelti in base alla loro competenza generale, al loro impegno europeo e tra personalità che offrono tutte le garanzie di indipendenza, di norma in numero pari a due terzi degli Stati membri e con un sistema di rotazione paritaria tra gli Stati stessi. E’ l’organo esecutivo dell’UE responsabile di proporre ed attuare la legislazione dell’UE e garantirne il funzionamento. Ha poteri di controllo verso gli Stati membri circa l’adempimento degli obblighi comunitari), la Corte di giustizia dell’Unione europea (composta da un giudice per Stato membro e comprendente anche il Tribunale e i Tribunali specializzati. E’ l’organo giurisdizionale supremo che interpreta il diritto dell’UE e ne garantisce l’uguale applicazione in tutti gli Stati membri), la Banca centrale europea (E’ la banca centrale dell’euro, la moneta unica dell’Europa, con il compito di mantenere il potere di acquisto dell’euro e la stabilità dei prezzi nell’area dello stesso) e la Corte dei conti (E’ l’organo di controllo della finanza dell’UE). Il Parlamento europeo, il Consiglio e la Commissione sono assistiti dal Comitato economico e sociale e dal Comitato delle regioni con funzioni consultive.

Il Parlamento europeo trae origine dall’Assemblea comune della CECA, prevista dall’art. 21 del Trattato istitutivo del 18 aprile 1951 e composta da 78 delegati ( 18 per l’Italia) e dalle Assemblee della CEE e della CEEA o EURATOM, previste dagli articoli 138 e 108 dei rispettivi Trattati istitutivi del 25 marzo 1957, composte ciascuna di 142 (36 per l’Italia) delegati designati dai Parlamenti nazionali nel loro seno secondo le procedure fissate da ciascuno degli allora sei Stati membri (Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi). Insieme al Trattato istitutivo della CEE venne però firmata anche una convenzione che istituiva un’Assemblea unica per tutte e tre le Comunità europee composta complessivamente di 142 delegati. L’Assemblea parlamentare europea si è formalmente costituita il 19 marzo 1958 a Strasburgo e ha assunto la denominazione di Parlamento europeo dal 30 marzo 1962, pur rimanendo non elettiva fino al 1979.

Nel 1973, con l’ingresso nella CEE della Danimarca, Irlanda e Regno Unito, il numero dei componenti del Parlamento era aumentato a 198 ed è poi cresciuto progressivamente con i successivi ingressi della Grecia nel 1981, del Portogallo e Spagna nel 1986 e dell’Austria, Finlandia e Svezia nel 1995 per un totale di 15 Stati membri della Comunità europea (CE, dal ’92). Il numero dei componenti del Parlamento è poi continuato a crescere con gli allargamenti dell’Unione europea (UE, dal 2002) a Cipro, Estonia, Lettonia,Lituania, Malta, Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Slovenia e Ungheria nel 2004, a Bulgaria e Romania nel 2007 e alla Croazia nel 2013, per un totale attuale di 28 Stati membri, anche se nel referendum del 2016 la maggioranza della popolazione del Regno Unito ha votato per uscire dall’UE.

Con decisione del Consiglio europeo del 20 settembre 1976 il Parlamento europeo è stato reso eleggibile a suffragio universale diretto (e non più composto di parlamentari nazionali designati) in base a leggi elettorali nazionali, che quindi variano per quanto riguarda il sistema di attribuzione dei seggi e le condizioni di eleggibilità e incompatibilità.

Le prime elezioni dirette del Parlamento hanno avuto luogo nel giugno 1979 per un numero di parlamentari europei cresciuto a 410 (81 Italia). I membri dell’Europarlamento sono poi passati a 434 (81 Italia) nelle elezioni europee del giugno 1984, a 518 (81 Italia) in quelle del giugno 1989, a 567 (87 Italia) in quelle del giugno 1994, a 626 (87 Italia) in quelle del giugno 1999, a 732 (78 Italia) in quelle del giugno 2004, a 736 (72 Italia) in quelle del giugno 2009 e a 751 (73 Italia) nelle ultime elezioni del maggio 2014, con il seggio supplementare attribuito all’Italia al fine di conservare la parità di seggi tra Italia e Regno unito.

Il Parlamento europeo è oggi disciplinato dall’art. 14 del Trattato sull’Unione europea (TUE), versione consolidata pubblicata sulla G.U.U.E. IT C 202 del 7.6.2016, come segue: “1. Il Parlamento europeo esercita, congiuntamente al Consiglio, la funzione legislativa e la funzione di bilancio. Esercita funzioni di controllo politico e consultive alle condizioni stabilite dai trattati. Elegge il presidente della Commissione.

2. Il Parlamento europeo è composto di rappresentanti dei cittadini dell’Unione. Il loro numero non può essere superiore a settecentocinquanta, più il presidente. La rappresentanza dei cittadini è garantita in modo degressivamente proporzionale, con una soglia minima di sei membri per Stato membro. A nessuno Stato membro sono assegnati più di novantasei seggi. ………….omissis………………………. .

3. I membri del Parlamento europeo sono eletti a suffragio universale diretto, libero e segreto, per un mandato di cinque anni.

4. Il Parlamento europeo elegge tra i suoi membri il presidente e l’ufficio di presidenza.”.

Importanti risultano anche i commi 7 e 8 dell’articolo 17 (che disciplina la Commissione) del medesimo TUE, che recitano:”7. ……Il presidente, l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e gli altri membri della Commissione sono soggetti, collettivamente, ad un voto di approvazione (cioè voto di fiducia) del Parlamento europeo. In seguito a tale approvazione la Commissione è nominata dal Consiglio europeo, che delibera a maggioranza qualificata.

8. La Commissione è responsabile collettivamente dinanzi al Parlamento europeo. Il Parlamento europeo può votare una mozione di censura della Commissione secondo le modalità di cui all’articolo 234 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Se tale mozione è adottata, i membri della Commissione si dimettono collettivamente dalle loro funzioni e l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza si dimette dalle funzioni che esercita in seno alla Commissione.”.

La definizione delle funzioni e poteri del Parlamento è poi contenuta negli articoli da 223 a 234 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE), versione consolidata e pubblicata sulla medesima G.U.U.E.

Il Parlamento europeo è quindi un organo rappresentativo dotato di piena legittimazione democratica. I 751 parlamentari europei rappresentano più di 500 milioni di cittadini dell’Unione. La cittadinanza dell’Unione europea, istituita dal Trattato di Maastricht del 1992, si acquista automaticamente con l’acquisizione della cittadinanza di uno Stato facente parte dell’Unione (Artt. 20-25 del TFUE). Il Parlamento svolge un ruolo fondamentale nell’elezione del Presidente della Commissione e condivide con il Consiglio dell’Unione europea il potere legislativo e il potere di bilancio. Il Parlamento e il Consiglio approvano congiuntamente la legislazione europea in materie che influiscono sulla vita quotidiana dei cittadini come la libera circolazione, la sicurezza alimentare e protezione dei consumatori, l’ambiente, gran parte dei settori dell’economia e le misure di sostegno anche in ambiti di competenza autonoma degli Stati membri. La funzione di approvazione del bilancio dell’Unione è una prerogativa fondamentale in quanto, oltre ad assegnare i fondi, definisce le priorità politiche cui destinare i fondi stessi. Il Parlamento ha anche importanti poteri di controllo come quelli di monitorare il corretto utilizza dei fondi, quello di eleggere il presidente della Commissione tenendo conto dell’esito delle elezioni e di approvare la nomina dei Commissari, che spesso sono chiamati a difendere le loro politiche davanti al Parlamento e può anche obbligare la Commissione a dimettersi. L’unica istituzione elettiva svolge inoltre il compito prioritario di rappresentare i cittadini a livello di Unione e di difenderne gli interessi presso le istituzioni europee. Esercita il suo ruolo di custode delle libertà, dei diritti umani e della democrazia in Europa e nel mondo, approva gli accordi internazionali conclusi dall’UE, partecipa alla definizione della politica dell’Unione in materia di sviluppo e aiuti umanitari ed esercita un’influenza crescente sulla politica estera europea.

Le elezioni europee si svolgono con il sistema proporzionale e i seggi sono attribuiti in base alla popolazione di ciascuno Stato. I membri del Parlamento europeo sono raggruppati in base alle loro affinità politiche e non alla loro nazionalità. Ogni gruppo parlamentare è composto attualmente da un numero minimo di 25 parlamentari e deve rappresentare almeno un quarto (7) degli Stati membri. La composizione del Parlamento europeo vedeva presenti, nel gennaio 2017, i seguenti otto gruppi politici e relativo numero di componenti: Partito popolare europeo (Democratici cristiani) PPE-n. 217-IT 15, Alleanza progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo S&D- n. 189-IT 30,  Conservatori e Riformisti europei ECR-n. 74-IT 2,  Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa ALDE-n. 68- IT 0, Verdi/Alleanza libera europea Verdi/ALE-n. 51-IT 1,  Gruppo confederale della Sinistra unitaria europea/Sinistra verde nordica GUE/NGL-n. 52-IT 3, Europa della Libertà e della Democrazia diretta EFDD-n. 42 IT 15, Europa delle Nazioni e della Libertà ENF-n. 40 IT 6,  non iscritti NI-n. 18 IT 1 .

I gruppi parlamentari euroscettici o antieuropeisti e nazionalisti-sovranisti, sempre nel gennaio 2017, risultavano essere i seguenti: ECR ( IT n.2- R. Fitto e R. Sernagiotto dei Conservatori e Riformisti, oltre l’adesione di FdI senza europarlamentari), EFDD (IT n.15-M5S) e ENF (IT n. 6-Lega Nord-DF-Basta Euro) con numeri significativi ma finora largamente minoritari, anche se previsti in crescita per le prossime elezioni europee del maggio 2019.

L’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia è disciplinata fondamentalmente dalla legge n. 18 del 24 gennaio 1979 e successive modificazioni, viene effettuata in cinque Circoscrizioni elettorali, tra cui la III – Italia centrale (Toscana, Umbria, Marche e Lazio) con Roma capoluogo della Circoscrizione e con un Collegio unico nazionale formato dal complesso delle Circoscrizioni, a scrutinio di lista con espressione da parte dell’elettore del voto di lista e fino a tre preferenze che, se plurime, devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della seconda e terza.

Nel nostro Paese le elezioni europee hanno prodotto, nelle varie tornate elettorali, i seguenti risultati in percentuale e seggi (Italia +Estero) con riferimento limitato (per esigenze di spazio) alle forze politiche classificatesi nelle prime cinque posizioni:

10 giugno 1979: DC 36,45% n.29, PCI 29,57% n.24, PSI 11,03% n.9, MSI-DN 5,45% n.4, PSDI 4,32% n.4;

17 giugno 1984: PCI 33,33% n.27, DC 32,96% n.26, PSI 11,21% n.9, MSI-DN 6,47% n.5, PLI-PRI 6,09% n.5;

18 giugno 1989: DC 32,90% n.26, PCI 27,58% n.22, PSI 14,80% n.12, MSI-DN 5,51% n.4, PLI-PRI-FED 4,40% n.4;

12 giugno 1994: FI 30,62% n.27, PDS 19,6% n.16, AN 12,47% n.8, PPI 10,00% n.8, LN 6,56% n.6;

13 giugno 1999: FI 25,16% n.22, DS 17,34% n.15, AN-P.SEGNI 10,28% n.9, LISTA EMMA BONINO 8,45% n.7, I DEMOCRATICI 7,73% n.6;

12 giugno 2004: UNITI NELL’ULIVO 31,08% n.24, FI 20,93% n.16, AN 11,49% n.9, RC 6,06% n.5, UDC 5,89% n.5;

7 giugno 2009: PDL 35,26% n.29, PD 26,12% n.21, LN 10,21% n.9, DI PIETRO IDV 8,00% n.7, UDC 6,51% n.5;

25 maggio 2014: PD 40,81% n.31, M5SBEPPEGRILLO.IT 21,16% n.17, FI 16,81% n.13, LEGA NORD-DF-BASTA EURO 6,15% n.5, NCD-UDC 4,38% n.3 e n. 3 anche L’ALTRA EUROPA CON TSIPRAS 4,04%.

Li 3 gennaio 2019

Dr. Alfonso Gentili – ex Segretario Generale delle Provincia di Perugia

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