Il terrorismo sempre più continua a toglierci il piacere della normale quotidianità. E intanto Roma è un blocco blindato e chiuso.

Rimbalzano le solite domande che, in Europa e nel mondo occidentale, ci facciamo all’indomani dell’ennesimo attentato terroristico: come possiamo pre-difenderci dagli assalti (di gruppo o individuali) che vengono da chi considera la religione un buon motivo per uccidere e diffondere la paura?

Alzare muri su muri serve a scongiurare il tutto? Impedire che vengano a vivere fra noi le migliaia di persone che affluiscono dai Paesi di fede mussulmana?

Sono ipotesi di soluzione che oggi come oggi, col mondo in continuo movimento, non hanno un senso davvero concreto. In attesa che evolva la cultura della convivenza nelle menti di quelli che credono nel valore del fanatismo non resta attuare ovunque la massima prevenzione possibile. Attenzione a tutto e a tutti. Perfino diffidenza. La diffidenza che è figlia della paura. Dice un proverbio che ‘’ è meglio aver paura che buscarne’’. La nostra vita (da parecchio tempo e chissà per quanto tempo?) dovrà essere scandita dal timore che l’aggressione possa celarsi in ogni angolo. Siamo blindati, in Italia e in Europa. E non hanno effetti del tutto tranquillizzanti le parole degli uomini di pubblica responsabilità che ci incitano a vivere come se nulla fosse. ‘’Non diamogliela vinta!’’- ci suggeriscono. E’ giusto. Però se vogliamo essere sinceri, dobbiamo ammettere che almeno psicologicamente la normalità ci è negata da continue, terribili dinamiche che turbano la nostra quotidianità.

Addirittura la stravolgono. Basta pensare alla Roma che attende i Capi di Stato per i sessanta anni dell’Unione europea. La Capitale è chiusa, bloccata, strozzata. Purtroppo è indispensabile che sia così. E non soltanto per paura de fanatismo islamista, Incombe anche l’ombra di altri fanatici. Tocchiamo ferro, mentre i nostri governanti si vantano per il fatto che ‘’l’Italia, contrariamente ad altri Paesi, non è stata toccata’’. Che così sia. Ancora e sempre.

RINGHIO

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