La brutale vittoria psicologica dei fautori della ‘’guerra santa’’: spargono il terrore nei cuori e nelle menti di ogni persona e in ogni angolo della terra.

E’ il loro modo di tentare la vittoria psicologica visto che con lo strumento bellico, quello portato sui campi di battaglia, stanno retrocedendo quasi ovunque. Si, è sempre più tragicamente evidente che i fautori della ‘’guerra santa’’ contro ‘’gli infedeli’’ puntano moltissimo sulla paura che stanno determinando in molte parti del mondo.

Un esempio piccolo, ma significativo: stamattina mi hanno telefonato due coppie di amici che avevano programmato di andare, con me, a visitare i ‘’mercatini natalizi’’ di Roma. Niente da fare, se voglio ai ‘’mercatini’’ ci dovrò andare senza i miei amici. Loro-mi spiegano- ritengono opportuno ‘’non rischiare la pelle’’.

Il terribile episodio (una specie di ‘’copia e incolla’’ della strage nizzarda dello scorso 14 luglio) ha ridiffuso il terrore in ogni angolo del globo. E’ cosi’ perché siamo ormai tutti consapevoli che il ‘’nemico invisibile’’ si nasconda ovunque e possa spuntar fuori dal nulla, cioè anche da nessuna organizzazione in qualche modo sospettabile o controllabile. E’ ‘’terrorismo molecolare’’ contro il quale non c’è rete di protezione che possa risultare davvero concreta: come puoi pre-supporre o pre-immaginare che il vicino di casa o il profugo apparentemente tranquillo stiano per diventare, magari con decisione non coordinata da altre menti, i tuoi assassini o gli sterminatori della tua gente?

Ci abbiamo fatto caso che da tempo- dunque a prescindere dal fattaccio berlinese- camminiamo per le strade scrutando con sospetto un volto ‘’strano’’ o uno zaino appoggiato su una panchina?

E’ anche questa paura uno degli aspetti di quel mostruoso fenomeno che Papa Francesco non ha esitato a definire ‘’Guerra mondiale a pezzi’’.

Il fanatismo religioso che possiede gli animi e le menti di una non secondaria fetta dell’umanità ci costringe- tutti- a vivere con l’ansia che da un istante all’altro la nostra esistenza potrebbe definitivamente chiudersi per iniziativa di uno o più fanatici, anche semplicemente isolati rispetto a strutture maxi-organizzative.

Il brutto che ormai ci fidiamo di tutti, ma, in realtà, ci troviamo a costretti a diffidare di ogni persona non conosciutissima.

E’ eloquente anche l’omicidio dell’Ambasciatore russo in Turchia: le pallottole sul petto gliele ha sparate una guardia che era anche l’angelo custode di Erdogan. Dunque uno che aveva le carte in regola per far dormire sonni tranquilli ai suoi custoditi. E invece…, in telecronaca diretta, è andato in scena un forsennato che, inneggiando al suo Dio, ha scelto non solo di uccidere, ma addirittura di farsi ammazzare sul palco, davanti agli occhi del mondo.

Che fare di fronte ai troppi episodi (mini o grandi) che lacerano angoli di ogni Continente?

La risposta vera purtroppo non c’è perché non si possono preabbattere nemici che dilagano, ma non si sa chi sono e dove sono.

RINGHIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.