Le stragi, i lutti e le minacce del 2015 hanno azzoppato la vita quotidiana dei francesi come hanno ferito quella degli italiani. Confessione: ‘’Ora noi ci vergogniamo a far festa’’

Contatto telefonico, per gli auguri di fine anno, con amici residenti in Francia, lungo la fascia marittima che da Ventimiglia va verso Cannes. Scambio di riflessioni sulla vita quotidiana della gente all’indomani degli assalti terroristici che hanno insanguinato Parigi, dapprima (Gennaio 2015) con la strage di Charlie Ebdo, quindi con la recente carneficina al Bataclan.

Sono drammaticamente cambiate le abitudini anche oltreconfine. Proprio come in Italia, specialmente, si sa, a Roma. Città per più versi minacciata dai messaggi telematici dell’Isis.

Dicono gli amici francesi: ‘’Ridotte tantissimo le affluenze nei luoghi tradizionalmente molto affollati: perfino l’accesso ai Grandi magazzini è sorvegliato dalla polizia armata. Senza dire, naturalmente, delle Chiese più note o della Tour Eifell. E si è ridotta del 50-60% l’abituale presenza dei turisti italiani che sono sempre venuti a passare da noi le vacanze di fine anno. E’ parecchio ridotta la partecipazione popolare nelle strade e nelle piazze. Ed è quasi crollata la voglia di fare festa. Quasi che noi francesi provassimo una specie di rimorso preventivo di fronte all’idea di ridere e giocare mentre ancora dobbiamo piangere decine di morti ammazzati. Sono tante ferite dell’animo che faremo fatica a rimuovere ‘’.

Un’ulteriore riflessione di carattere socio-politico: ‘’Nel frattempo la Francia si è compattata per bloccare l’avanzata dell’estremismo esploso in chiave anti-Islam: con il secondo turno delle elezioni regionali abbiamo fermato il dilagare degli umori lepenisti. Con decisione repentina, e fino a pochi giorni prima inattesa, ci siamo messi d’accordo per evitare che la rabbia contro il terrorismo si trasformasse anche in un ‘via libera’ agli eccessi dei furori popolari. Ora attendiamo che la tranquillità evolva all’insegna della sicurezza. Speriamo che non incombano altri disastrosi eventi come quelli che abbiamo dovuto patire nel 2015’’.

RINGHIO

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.