LEVANTE. Considerazioni del mattino / SI FA GIORNO

di Maurizio Terzetti
Ciò che è accaduto ieri da noi – e che sta ancora accadendo – mi ha impedito di pubblicare la nota del mattino che dall’altra sera avevo intenzione di dedicare alla settantatreesima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, o, meglio, allo spot con cui la Rai sta annunciando l’evento, in programma dal 31 agosto al 10 settembre.
Non so in quanti avranno visto il video con il messaggio pubblicitario. A me è piaciuto talmente tanto che, il giorno dopo della tragedia, lo trovo ancora molto azzeccato per parlarci sopra un po’, anche e forse soprattutto in memoria del dramma, per recuperare un filo di umana speranza.
Sì, perché quello spot si ferma là dove comincia un nuovo giorno, dove si fa giorno nuovamente, sia che sia trascorsa una notte poetica come quella del filmato del quale è protagonista Venezia, sia che siano passate notti da incubo come quelle che bene o male tutti viviamo col terremoto così violento a due passi da casa, e in casa pensando alla Valnerina, a tutta la Valnerina.
Si fa giorno, mentre scrivo. Una scossa dura c’è stata da poco. La natura si fa sentire, con i galli e il canto di alcuni uccelli. La natura e la cultura si fanno vedere nel filmato dello spot dedicato a Venezia e realizzato con tecniche miste – Live Action e elementi 3D animati – da Daniel Marini: due macchine da presa di ultimissima generazione riposano in due distinti angoli di Venezia, il regista le filma mentre si svegliano e, ognuna per suo conto, con grande curiosità, cominciano a percorrere la città deserta, ancora immersa nel buio; una camera si ferma davanti a un negozio con maschere veneziane, l’altra percorre piano piano un porticato, oppure le vediamo che occhieggiano da un ponte e che scivolano su un canale; d’improvviso, magia dell’amore che sovverte le regole del digitale, si scorgono, con sorpresa molto ben filmata, e si corteggiano muovendo le alette della loro “testa”, fino a roteare, inquadrate dall’alto, su Piazza San Marco; finiscono per fare un ballo che le innamora così tanto da spingerle in riva alla Laguna, a rimirare romanticamente Venezia, mentre si fa giorno davanti a loro.
Un messaggio, insomma, molto positivo: per il cinema, per Venezia e – aggiungo io stamattina – per tutte le città che vivono nei filmati del ricordo e non ci sono più, sparite in un attimo, per tutti coloro che sono andati in qualche altro luogo a vivere un nuovo giorno.

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